Come nasce il detto: “Ogne gghiuorno è taluorno”?

(un detto in linea con le celebrazioni pasquali)

OGNE GGHIUORNO È TALUORNO

Una fastidiosa ripetizione

Di: Gabriella cundari

Ogne gghiuorno è taluorno

(Ogne gghiuorno è taluorno) Questo detto può essere tradotto “ogni giorno è una fastidiosa ripetizione” e viene pronunciato per far desistere chi continua a parlare sempre dello stesso argomento rendendosi noioso.

E veniamo all’etimologia, molto dibattuta. D’Ascoli porpende per un tardo latino: tal-urnus: ripetizione; Battisti ed Alessio parlano di un ” latorno” > latuorno > taluorno che indica un lamento reiterato, una ripetizione noiosa, un canto o una persona fastidiosa, nato in area calabro-lucana e poi anche pugliese, e poi passato ad indicare il tipico lamento funebre delle prefiche (dal latino praefica, f. derivato da praeficere ‘mettere a capo’, perché era il nome della donna era preposta al gruppo delle ancelle che piangevano.

Presso gli antichi romani, infatti, la prefica fu la donna che veniva pagata per piangere e lamentarsi durante i funerali; questa usanza ancora sopravvive in alcune aree mediterranee europee; scherzosamente la voce prefica è usata poi anche per indicare una persona che si lamenti per nulla.In questo modo, non solo si giustifica l’uso di taluorno per indicare il coro della figliata dei femminielli, ma anche ritorna secondo comprensibile il tal – urnus del D’Ascoli: latuorno > tal-urnua>taluorno

Fonte: Raffaele Bracale.