La Napoli vincente nel mondo, quella di cui non si parla

Solo stanotte ho avuto la grande fortuna di leggere che l’Italia agli inizi di settembre ha vinto il premio dell’Accademia delle Scienze della California, concorso che si svolge dal 1954.

Articolo e foto di: Salvatore Somma

Ora, cosa ho da dire e cosa so su questa notizia. Gli italiani ad aver vinto si chiamano Andrea D’Anna, docente di impianti chimici, e Mariano Sirignano, 30enne di Napoli (precisamente di Nola) laureato alla Federico II come Ingegnere Chimico. Mariano Sirignano con il suo progetto ha vinto su 1500 laureati di tutte le nazionalità. Ha battuto gli studenti di Stanford e quelli del Mit di Boston, che come tutti sanno lavorano con attrezzature nettamente migliori rispetto a quelle con cui siamo a contatto noi. Ora sorge spontanea una domanda, perchè i telegiornali, i giornali i più inutili o utili, programmi televisivi non ne parlano (e se ne hanno casomai parlato non lo hanno fatto certo come avrebbero dovuto)? Oltre all’orgoglio certamente Italiano io voglio che questo sia un orgoglio napoletano. Le cose che portano onore a Napoli non sono minimamente menzionate e questo mi fa una rabbia immaginabile. Alcuni programmi televisivi, di scarsa qualità ma anche di una qualità superiore agli altri, dedicano serate e serate alla Napoli malata: si leggono titoli come “Napoli, dove la legalità è un optional”, si discute per ore riguardo al “Boss delle Cerimonie”, alle persone che guidano senza casco (questa soprattutto è una cosa di cui c’è bisogno di parlare, ma almeno non più di quanto si debba parlare di Sirignano e del suo progetto) e così via. Io voglio poter parlare di orgoglio partenopeo non solo quando si parla di Calcio. Napoli non è solo la pizza, la camorra, il mandolino, Maradona, “‘A sfugliatell'”, la corruzione, il Vesuvio. Napoli è anche cultura, conoscenza, voglia di lavorare e di studiare nonostante le poche possibilità che ci siano sotto tutti gli aspetti. La Campania, Napoli, hanno tutto cio’ di cui si ha bisogno per poter splendere ed io esigo questa cosa. Se sono ancora in tempo, carissimo Mariano Sirignano vorrei farle i complimenti per le soddisfazioni che ci ha dato e mi scuso per il ritardo, ma la colpa non è mia: la colpa è di un’ Italia che quando si tratta di Napoli pone l’attenzione solamente sulla parte malata di questa città.

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