Napoli, undici leoni e sessantamila cuori per scalare l’ennesima montagna…

    Il Napoli gioca ad una porta contro il Milan, ma quella porta non viene giù.

    Napoli, undici leoni e sessantamila cuori

    Undici leoni e sessantamila cuori per scalare l’ennesima montagna…

    Di Bruno Marra SscNapoli

    Napoli – Il Napoli gioca ad una porta contro il Milan, ma quella porta non viene giù.

    Chiamatele “maledette” o “stregate”, ma certe partite sembrano davvero battezzate da una nefasta congiuntura astrale. Le stelle di Fuorigrotta stanno a guardare i Guerrieri azzurri che dominano, lottano, prendono coraggio e forza da ogni risorsa, ma nel vaso di Pandora manca solo la fortuna. L’immagine icona della partita arriva poco dopo l’ora.

    Hysaj imbecca Mertens che di destro gira in porta a botta sicura: la palla sbatte sul palo, Donnarumma guarda e prega, il San Paolo sospira e impreca. Il primo tempo si era chiuso 1-1 con gol di Insigne e Bonaventura. Ma nel secondo tempo il campo diventa in discesa verso la porta del Diavolo, un assalto continuo, un fortino d’altri tempi.

    Non entra il pallone dell’esorcismo ed il Milan saluta il triplice fischio come l’annuncio dell’armistizio. Un Napoli che esce dal campo con il cuore e la personalità di chi sa lottare e di chi non mollerà un metro da qui alla fine.

    Si torna in campo giovedì in Europa per cercare di ribaltare la Spagna.

    Undici leoni e sessantamila cuori per scalare l’ennesima montagna…