Il Mattino: Un anno di torti la rabbia di Sarri parte da lontano

    Un anno di torti la rabbia di Sarri parte da lontano

    La rabbia di Sarri parte da lontano

    Un anno di torti la rabbia di Sarri parte da lontano. Lungo l’elenco dei torti subiti dal Napoli con il tecnico toscano in panchina, quelli di Genova sono solo gli ultimi di una serie nera cominciata addirittura nella partita di esordio di Sarri sulla panchina azzurra a Reggio Emilia contro il Sassuolo

    Di: Redazione

    Un anno di torti

    «È strano che non ci abbiano fischiato ancora un rigore pur essendo la squadra che tira di più in porta e sta di più nell’area avversaria», il primo sfogo di Sarri sull’argomento rigori risale a novembre dell’anno scorso e addirittura dopo una vittoria, quella sofferta al San Paolo contro l’Udinese. Un anno dopo non è cambiato nulla nel senso che al Napoli non sono stati concessi due penalty a Genova e uno a Pesacara.

    Lungo l’elenco dei torti subiti dal Napoli con il tecnico toscano in panchina, quelli di Genova sono solo gli ultimi di una serie nera cominciata addirittura nella partita di esordio di Sarri sulla panchina azzurra a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Ebbene,in quella circostanza venne negato un rigore ad Hamsik con il Napoli in vantaggio di un gol.

     

     Un anno di torti la rabbia di Sarri parte da lontano

     La trasferta del Ferraris con il Genoa caratterizzata anche l’anno scorso da un rigore non concesso al Napoli, anche in quel caso netto: Doveri di Roma non assegnò un penalty per un trattenuta in area di Burdisso su Higuain. A conti fatti tanti punti pesanti persi nella corsa scudetto a causa di errori arbitrali: dal fallo di mani commesso da Saponara nell’azione del 2-1 dell’Empoli al fuorigioco di Icardi non rilevato sul gol del vantaggio interista nel posticipo al Meazza poi perso 2-0 dal Napoli. Un offside di pochi centimetri del centravanti argentino ma comunque una posizione irregolare non sanzionata, errore molto più netto fu il fuorigioco non fischiato a Destro sul primo gol del Bologna (l’arbitro era Mazzoleni), un contropiede a campo aperto nella domenica della disfatta azzurra (ko per 3-2,la settimana successiva alla vittoria sull’Inter che regalò la testa della classifica). Stagione chiusa dalla rabbia contro Irrati per l’espulsione di Higuain a Udine e soprattutto per la successiva squalifica di quattro turni poi ridotta a tre: uno stop in un momento chiave della stagione.

    Pronti via quest’anno subito tre torti gravi per il Napoli. Rabbia a Pescara per il rigore prima assegnato da Giacomelli per fallo di Zuparic su Zielinski e poi cancellato per la segnalazione dell’arbitro di linea Rocchi di un fallo precedente di Albiol su Bizzarri. Sarri non parlò a caldo ma tornò sull’episodio nella conferenza stampa di vigilia di Napoli-Milan,partita durante la quale il tecnico è stato espulso per le proteste in occasione del primo gol del Milan di Niang viziato da un fallo in partenza di Bonaventura su Jorginho non rilevato dall’arbitro Valeri. «Forse è più facile espellere me che qualcun altro: è più facile buttare fuori un allenatore in tuta che uno in doppiopetto», l’affondo del tecnico a fine partita. Da quando è a Napoli Sarri è stato espulso in cinque occasioni. Rabbia agonistica che è riuscito a tenere a bada a Genova in occasione dei due rigori non concessi. Ma il suo malcontento è stato fin troppo evidente a fine partita.