Corrsport: Reina il leader per la Champions League

     Il corriere dello sport punta sulla leadership Reina per guidare il Napoli al secondo posto.

    «Tantissimi auguri al gran Dries (Ciro) Mertens. Ti voglio bene amico mio!». Così ieri ha voluto partecipare alla festa di compleanno dell’amico (soprannominato affettuosamente Ciro), con un tweet che il belga avrà sicuramente consegnato gelosamente nella memoria del suo smartphone. Così è lui, sin da subito, da quando s’è messo la casacca azzurra (vabbè gialla, rossa, ma il concetto è quello).

    Da quando è entrato fischiettando nello spogliatoio, sin dalla prima partita, sin dal primo minuto giocato col Napoli: correva l’anno 2013 e quella notte dell’esordio, contro il Bologna al San Paolo (3-0), non solo non prese gol, ma già fece intravedere il carisma. Che non è assolutamente un concetto astratto, ma il modus vivendi che José Manuel Reina, di natali madrileni ma di un intero vissuto andaluso (a Cordoba per la precisione), ha tra smesso a tutti con la velocità del pensiero, e rafforzato nel tempo.

    Addirittura durante la sua parentesi tedesca, pur facendo la riserva di Manuel Neuer al Bayern. Ma scalpitando per tornare a calzare i guanti azzurri, a barrare quella porta che era diventata del cuore. E pure a tempo di record.

    Pepe la partita ancor prima, quando nel tunnel gli altri sono in fila indiana e lui li bacia sulla fronte, gli stringe le mani, quasi gli lussa le clavicole a furia di pacche sulle spalle. Quando poi sin dal fischio d’inizio la sua voce incoraggia, talvolta rimprovera e poi riecheggia sino al parco Virgiliano se Higuain (o chi per lui) la butta dentro. Esplo dendo letteralmente, saltando come se ogni volta fosse l’emozione più grande di tutta una vita. Così come fa poi levare il suo grido quando c’è qualcosa che non quadra dalle sue parti, e c’è bisogno di una voce possente fuori dal coro per scongiurare il pericolo.

    Perché lui è così: immediato, viscerale, ed è con queste doti che s’è fatto amare da tutti (anche dai tifosi più tiepidi), in men che non si dica.