A Napoli puoi scendere per i musicisti o salire per gli scrittori

SCENDERE PER MUSICISTI O SALIRE PER SCRITTORI?

Di: Redazione

Piazza Bellini, Napoli: da un lato i caffè letterari, dall’altro i bar dei musicisti.

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Tanto curati e francesi i primi, quanto pettegoli e chiassosi i secondi. Lettori e scrittori, o semplici curiosi, chiacchierano e sfogliano libri sotto i suggestivi porticati, ordinano tè, cioccolato e caffè vagamente intellectual chic mentre, i musicisti frettolosi e disordinati rubano una pausa tra una prova e l’altra, tra una lezione e l’altra, tra un pettegolezzo e l’altro. A separarli la statua di Bellini, tanto musicista ma tanto dandy ottocentesco. Aristocratico e popolare, sta perfettamente in mezzo.

Sotto di lui le mura greco romane del IV secolo a.C. Da qui si irradiano Port’Alba, via Santa Maria di Costantinopoli e gli edifici attigui al complesso del Vecchio Policlinico. La presenza, nei dintorni della piazza, di numerose sedi universitarie, dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio musicale di San Pietro a Majella giustificano la connotazione bohémien e il fervore culturale che storicamente la caratterizzano.

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MUSICISTI O SCRITTORI?

I caffè letterari sono disposti in ordine uno accanto all’altro, da Evaluna, il caffè libreria delle donne, a Intra Moenia, la casa editrice, con titoli sorprendenti legati alla città. Una fucina di fermenti in pochissimi metri quadri. Si potrebbe entrare e uscire da tutti questi micromondi e scoprire atmosfere diverse. Lo spazio per ciascuno è ristrettissimo.

Dall’altra parte, al Caffè Europa, le dita tamburellano sul banco, sui tavolini e dovunque ci sia una superficie portando il tempo. Tre quarti, quattro quarti, due ottavi…mormorando qualcosa di indefinito. È possibile che dopo aver faticosamente conquistato il vostro caffè, vi troviate coinvolti in una animata discussione in cui il solito “bacone non ha spunito”.

La parlesia dei musicisti è un codice Da Vinci senza possibilità di decodifica. A bazzicare questi luoghi si può imparare il significato di alcune parole, solitamente identificate per opposizione, spunireappunire (dare-prendere) o per genere ‘o jamm-‘a jamm (lui-lei) ma come si fa a capire che ‘o jammone non è solo un uomo grosso, ma anche un manager? E quando viene definito jamm base? Altro che massoneria! Nel codice di San Pietro a Maiella parole che assumono un senso in una frase ne hanno uno totalmente diverso in un’altra. È impossibile tenere il passo, il vocabolario conterà sì e no una ventina di lemmi che sistemati in varie parti del discorso assumono un’infinità di significati.

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I musicisti si muovono sotto gli occhi protettori di una stupenda Santa Cecilia in estasi di Bernardo Cavallini, in Sant’Antonino da Padova, mentre il nostro percorso prosegue e si passa a Port’Alba. Il cerchio si chiude, si torna tra gli scrittori, la fila lunghissima di librerie storiche, i libri d’arte dei Pacifico, la libreria, casa editrice, Dante e Descartes e il lavoro decennale sui giovani talenti napoletani, e Guida, un moderno megastore tutto partenopeo.

Il corollario di librerie prosegue per tutto il bordo dell’emiciclo di piazza Dante e oltre.

fonte: Agnese Palumbo 101 cose da fare a Napoli