Il Napoli ha messo le ali: Callejon e Mertens 2.0

     Callejon e Mertens 2.0

    Callejon e Mertens 2.0: gli interpreti sono sempre gli stessi, ma Sarri ha cambiato il loro modo di stare in campo

    NAPOLI Se Milik vola il merito è delle ali. Un concetto banale solo all’apparenza perché il Napoli di Sarri ha negli esterni d’attacco una delle novità del primo anno post Higuain. Non sono cambiati gli interpreti ma è cambiato il loro modo di stare in campo e, soprattutto, si è innalzata la loro percentuale realizzativa.
    AUTOMATISMI Callejon e Mertens hanno già messo insieme sei gol (quattro da parte dello spagnolo, capocannoniere azzurro in campionato) ed un palo (quello centrato dal belga a Kiev). Merito loro ma anche di Sarri e dei movimenti dello stesso Milik. I due esterni d’attacco fanno qualcosa di sostanzialmente diverso rispetto al passato: Mertens, ad esempio, parte molto spesso più centrale e si fa trovare tra le linee di difesa e centrocampo degli avversari per lasciare spazio in fascia a Ghoulam. Non a caso, è arrivato così il primo gol contro la Dinamo con l’algerino pronto ad inserirsi con i tempi giusti.

    ALTERNATIVE Insigne ha stretto la sua posizione e Ghoulam ha potuto pescare il capitano in area per il vantaggio azzurro. Dall’altro lato, Callejon resta sempre largo in partenza e poi ha due opzioni: cercare il fondo per crossare (vedi gol decisivo di Milik in Ucraina, tra l’altro con Mertens che ha chiuso di testa sul secondo palo) o tagliare alle spalle dei difensori (così ha segnato il primo dei suoi due gol a Palermo su assist al bacio di Insigne).