Napoli, la tua ultima tappa si chiama: Roma!

    In un momento di flessione del Napoli certificato da due sconfitte esterne, le contromisure decise da mister Sarri hanno prodotto un unico cambio di formazione contro il Bologna al San Paolo: Mertens per Insigne. Ha ragione il tecnico, strepitosa prestazione del belga e tripletta.
    Per il resto fiducia ai soliti pretoriani, anche a quelli stanchi che hanno surclassato Donadoni e la sua squadra che non ha più nulla da dire a questo campionato.

    Nell’arco della stagione un El Kaddouri fresco meritava forse qualche possibilità in più, cosi come Manolo Gabbiadini che ha dovuto aspettare la squalifica di Higuaín per giocare dal primo minuto. Doppietta d’autore questa sera per il silente ragazzo bergamasco che meriterebbe uno squillo da Antonio Conte per l’Europeo in Francia.
    Come si sarebbero trovati fianco a fianco Higuaín e Gabbiadini? Non lo sapremo mai.

    Questa ridotta mobilità ha rappresentato la forza del Napoli in fase di apprendimento del gioco di Sarri, ma ultimamente ha mostrato dei limiti: la squadra è apparsa prevedibile, e se non riesce a giocare in grande velocità fa fatica a tradurre sul campo le certezze tattiche.

    I meriti del tecnico toscano sono evidenti, indiscutibili.
    Ma che paradosso: Sarri ha convinto Higuaín (tripla cifra) a tornare un top player, ha scovato il nascondiglio in cui era finito Hamsik, ha reso un centrale affidabile addirittura Albiol e dato fiducia a Koulibaly eppure zero titoli oltre la qualificazione in Champions League. Anche stasera contro il Bologna si è visto che le basi del suo lavoro sono molto solide, e lo spettacolo offerto resta sopra la media sonnacchiosa della serie A.

    Nel futuro Sarri è atteso da un ulteriore salto di qualità, ossia dotare la squadra di un piano B che consenta di fare risultato anche nelle occasioni in cui non è possibile aggredire ma è indispensabile gestire le forze.
    A questo Napoli non manca molto se non una società forte e convinta alle spalle. Una società che si faccia sentire oltre un paio di rinforzi forti da inserire nel telaio in modo da aumentare il ventaglio di soluzioni. Anche quest’anno sono mancati. Copione classico.

    Per completare l’opera la Juventus dovrebbe tirare un attimo il fiato dopo cinque scudetti consecutivi. E con la A dotata dell’occhio di falco come nel tennis, forse le altre potranno sognare traguardi di colore bianco rosso e verde.

    di GIUSEPPE LIBERTINO