Napoli-Fiorentina era la partita d’o Petisso, un San Paolo d’Amore per ricordare Pesaola

«Sei il calcio che mi hanno raccontato, quello di mio padre che io ascoltavo incantato. Parlava di uomini e maglie e di epiche battaglie. Ti ritroverò ogni mattino nei miei sogni da bambino. Addio Petisso». Recitava lo striscione apparso in curva B al San Paolo dopo la scomparsa del Grande Bruno Pesaola, colonna storica del Napoli prima da calciatore e poi da allenatore. Napoli-Fiorentina era un pò la sua partita avendo lavorato con tutte e due le società, ma gli azzurri erano ‘o primmo Ammore del Petisso, il primo e l’ultimo per un uomo che fino all’ultimo respiro ha difeso Napoli con lo stesso ardore ed impeto che ci metteva sul rettangolo verde e in panchina.

In viola, però trionfò, vincendo uno scudetto da allenatore, nel 1968-1969 scrisse una delle pagine più belle della squadra gigliata con tanti giovani e un campione come Amarildo, rivitalizzato dalla cura psicofisica dell’allenatore argentino/napoletano. Dopo il trionfo storico coi viola allenò il Bologna, e anche lì, rimase indelebile la sua infinita passione, conquistando una storica Coppa Italia coi felsinei.

Fece varie esperienze poi tornò a casa, andò via più volte e senza mai lasciare veramente Napoli, la città che lo ha adottato e che lui, diventato Cittadino Onorario, ha difeso con arguzia e l’ironia che lo contraddistingueva da tutti fino all’ultimo respiro.

Sperando che domenica, il Napoli, emuli nello spirito Bruno Pesaola, ‘o petisso, ‘o piccerillo, tradotto in napoletano, portando a casa una grande vittoria contro la viola, che è stata anche sua, proseguendo il cammino trionfale delle ultime giornate. Sognando un posto in Paradiso, dove riposerà sicuramente l’anima buona di Pesaola, seduto su una nuvola di fumo, su postazione privilegiata con vista sul San Paolo. Sarà sicuramente felice anche lui, l’ultimo grande vanto, di un Napoli romantico, che ahinoi, non c’è più.

Ciao Bruno, Ciao ‘o Petì… (Haje sta dint’e schiere ‘e ll’Angeli)