Cds: Napoli entusiasmo e unione sono fondamentali

    Entusiasmo e unione sono fondamentali

    De Laurentiis scarica  sulle spalle della squadra tutta la responsabilità di tenere in piedi, con i risultati, la baracca.

    Francesco Marolda Cds

    PALERMO- ci hanno pensato Hamsik e due volte Callejon a rubare l’illusione ai siciliani. Ma non solo. Loro è stata pure la risposta napoletana al campionato già spaventato dalla forza della Juve e ancora loro è stata la replica vincente a quel mostro di bomber che da poco ha fattoil salto della quaglia. E sarà questa la sfida nella sfida che durerà parecchio. Sfida magari senza senso, eppure divertente perché da superofferta del pallone.

    Roba da: “vendi uno e prendi cinque”, per capirci. Assai meno divertente, anzi: preoccupante e persino imbarazzante, quello che il signor Sarri racconta della campagna acquisti. Giovanotti – i nuovi arrivati – che forse saranno buoni per domani, ma quello d’oggi che Napoli è? Speriamo ancora competitivo: ecco, più o meno questo il senso del discorso dell’allenatore
    in contraddizione voluta, questo è ovvio, con il presidente che quegli ingaggi, invece, li ha esaltati. E che in occasione del benvenuto a Rog gli ha pure spedito l’invito a sperimentare, all’occorrenza, soluzioni tattiche diverse.

    Cosicché le ultime – e rare – parole dell’allenatore non possono che suonare come una replica piccata a don Aurelio, oltre che un manifesto stracciato sugli obiettivi azzurri di stagione. Obiettivi incerti, indefiniti. Insomma, non proprio una professione di fiducia e legittimo ottimismo alla vigilia dell’esordio in questa Champions dal girone non proibitivo.

    Per il Napoli entusiasmo e unione sono fondamentali in questo momento

    Peccato. Sì, peccato che questo Napoli, in una stagione nella quale compattezza interna ed entusiasmo della gente potrebbero e dovrebbero essere valori aggiunti ed importanti per la squadra, sembra far di tutto per complicarsi la vita e tutto il resto, rovesciando sulle spalle della squadra tutta la responsabilità di tenere in piedi, con i risultati, la baracca.
    Cosicché, in attesa che prima o poi (ma quando?) dal cilindro azzurro venga fuori una figura forte e di carisma capace di smussare caratteri e messaggi più o meno trasversali, parola a chi va in campo. A chi dopo Palermo proverà a fare il grande colpo pure a Kiev. Insomma, ora pensieri solo per il grande appuntamento in Ucraina, prima volta in Champions per parecchi, compreso il signor Sarri. Al quale, per favore, qualcuno spieghi bene che in quel “teatro” chi protesta è messo subito alla porta. E sarebbe un peccato, oltre che una colpa grave.