Napoli-Champions: per il rotto della cuffia!

di GIUSEPPE LIBERTINO

La Roma ha tentato in ogni modo la rincorsa sul Napoli ma furono troppo pesanti i due pareggi con Bologna e Atalanta sul finale di campionato; il Napoli soffrendo e lottando non ha mai mollato la posizione d’argento e sarà passerella finale con il retrocesso Frosinone prima di aprire nuovamente le porte della Champions League.

Torino molle ad inizio gara e Napoli a 100km all’ora. Nel primo tempo non c’è stata partita fra i granata e gli azzurri questa sera nello stadio ‘grande Torino’.
‘Angelillo’ Higuaín e Josè Callejón trafiggono Padelli per due volte, due reti di gran fattura che matano un Toro poco affamato. Hamsik, perfetto, regala due palle gol al bacio agli ex campioni madrileni.


Napoli a velocità elevata che al solito perde colpi nella ripresa, stanco e senza rinforzi soffre fino al fischio finale. Il Toro comincia a picchiare duro. Ci si mette Bruno Peres ad accorciare le distanze con un gran gol. Reina è sempre più distratto, nel girone di ritorno il portiere spagnolo non ha mai brillato, le aspettative erano altre.


Anche dal Napoli ci si aspettava altro. Chi ha sognato lo scudetto, chi ha piazzato il Napoli dal 4 posto in poi, in pochi immaginavano il secondo posto. Una posizione importante viste le aspettative, una posizione che risulta stretta visto il gran girone d’andata e il titolo di campione d’inverno.


A Sarri ed al Napoli poco si può contestare, il mister toscano ha perfezionato in un anno il lavoro di Benitez e ha portato la squadra dove pochi potevano.


Chi doveva e poteva fare di più era la Società calcio Napoli. A gennaio, trovandosi in classifica davanti a Juventus, Roma e alle milanesi, i rinforzi per il ‘magico triangolino’ non potevano essere Regini e Grassi.