Napoli: Campionato da otto in pagella, ma nelle coppe si poteva fare di più

Secondo posto in campionato, ma uscita anticipata in Coppa Italia ed Europe League. Ecco la stagione da otto in pagella degli azzurri.

82 punti in campionato. 80 gol fatti (secondo attacco del campionato dopo la Roma), e 32 gol subiti (seconda miglior difesa, dopo quella della Juve). Secondo posto in classifica e dritti dritti in Champions senza passare per i tortuosi vicoli del preliminare. Gonzalo Higuain capocannoniere con 36 gol, stabilendo un nuovo record italiano, che in precedenza apparteneva allo svedese del Milan Gunnar Nordahl, che nella stagione 1949/1950 di reti ne mise a segno 35. Trentasei gol che non sono bastati per dare all’argentino la scarpa d’oro (ma che in serie A ha fatto letteralmente il vuoto). Il trofeo è stato vinto da Luis Suarez che col Barcellona, di reti ne ha messe a segno 40. Ma si prende la seconda posizione scavalcando Cristiano Ronaldo, e chissà se non ci fossero state quelle tre giornate di squalifica, come si sarebbero messe le cose per Gonzalo Higuain. In mezzo a tanti numeri, si passa ai fatti. Unica nota dolente, è stato un sogno scudetto svanito. Sogno scudetto nemmeno poi così tanto reale. Nel mercato di riparazione il patron De Laurentiis aveva promesso qualche colpo per migliorare la rosa a disposizione di mister Sarri, in virtù anche del titolo di campioni d’inverno. Ma così non è stato, e pure su questo, poco ci abbiamo creduto. Per il resto c’è stato un calcio bello come da anni non si vedeva da queste parti. Superiore persino agli anni d’oro di Maradona. Un plauso enorme va fatto a Sarri per aver avuto l’umiltà di rivedere le sue idee tattiche dopo un inizio in chiaroscuro, e ai calciatori che in campo hanno dato tutta la birra di cui li ha forniti madre natura.

OTTO IN PAGELLA

Se nel campionato abbiamo potuto ammirare la massima espressione del calcio sarriano, nelle coppe il discorso è andato in maniera diversa. Gli azzurri non avevano, tecnicamente, una rosa capace di poter lottare su tre fronti. Questo è vero e nessuno, tranne qualche dipendente ostinato del padrone, lo può negare. Quindi, quasi di conseguenza, lottare per un obiettivo, ne escludeva un altro. Il calcio di Sarri ha deliziato allo stesso modo, fin quanto ha potuto e fin quanto la benzina c’è stata. In Coppa Italia si è partiti dagli ottavi. La sfida al San Paolo col Verona finisce 3-0, e ai quarti c’è l’Inter. Il mini turnover non giova alla squadra azzurra, e lo 0-2 finale per i nerazzurri pone fine all’avventura del Napoli. In Europe League l’inizio è entusiasmante. Il Napoli tramortisce gli avversari a suon di gol. Alla fine del girone Higuain e company detengono il miglior attacco della competizione con 22 gol fatti (nessuno ha fatto meglio, nemmeno in Champions), e la miglior difesa con tre reti subite (in compagnia dello Schalhe 04). Sei vittorie su sei, e 18 punti su 18 (nessun club europeo, tra Europe League e Champions League, è riuscito ad eguagliare lo score napoletano). Ai sedicesimi il Napoli incrocia il Villarreal. Nel doppio confronto, gli spagnoli di mister Marcelino, hanno la meglio (con un pizzico di fortuna), vincendo al Madrigal per 1-0, e strappando un pareggio al San Paolo per 1-1. E anche in questo caso, come la Coppa Italia, il mini turnover non da i frutti sperati. L’avventura europea degli azzurri si ferma in maniera alquanto anticipata, viste le premesse della fase a gironi.

Il mercato, in vista della prossima stagione, non è ancora alle porte. Certo, le trattative partono già da oggi, per evitare imprevisti burocratici a Luglio (e il Napoli, burocraticamente, impiega più tempo del previsto per portare alla conclusione una trattativa). C’è una Champions da disputare e onorare, e un campionato che minimo deve confermare quello che di ottimo è stato fatto quest’anno, e magari sperare in un capolavoro in grado di portarci lì sopra tutti. Lo merita questo gruppo, e questa gente. Quest’anno il sogno è stato accarezzato. Si deve lavorare per portare i sogni alla realtà. Perchè vincere non è provinciale per nessuno. Figuriamoci qui a Napoli!