Un tocco all’ improvviso, la palla s’ insaccò, il cuore mi batteva, non chiedermi perché, di tempo ne è passato ma sono ancora qua e oggi come allora il sogno e quello là

    Battere la Juventus non è più uno sfizio

    Di: Giulio Delfino  per il Roma

    Altri tempi, altro Napoli, c’ era Lui per la presa di Torino (13) e sempre Lui al San Paolo a sfidare le leggi balistiche con la madre di tutte le punizioni (10), ma per noi malati di Napoli,la madre di tutte le partite resta questa.

    E se ultimamente batterli era uno sfizio, la voglia e la possibilità concreta di aprire una parentesi azzurra dopo anni (bianco)neri dà alla sfida dello Stadium un significato e un risultato particolare che va ben oltre il +5 o il 1 ( via le mani per un istante dalla tastiera).

    Ieri Maradona, oggi Higuain, ma soprattutto Sarri.

    Non firmo per un pari, ha dettato la linea l’ uomo in tuta, il suo Napoli ruggisce come quello di Vinicio, diverte divertendosi e va a Torino con la faccia tosta di chi gioca a memoria e ha in testa un solo risultato, contro l’ ultima (ogni riferimento a Benitez è voluto) o contro i secondi. Scurdammoce ‘o passato dunque, el Cabezon Sivori, core ‘ngrato Altafini, quel magico tocco dentro l’ area, Giordano, Ferrario.

    Keep calm and Sarry on, sabato sarà il gioco di squadra a decidere la sfida, contro chi nonostante 14 vittorie e’ ancora a meno 2.

    Se, e sottolineo il se, il cielo sopra Torino dovesse tingersi d’azzurro, sarebbe comunque bello vedere Hamsik e compagni intonare comunque «un giorno all’improvviso» sotto quella fetta di Stadium. Se poi i cori dovessero essere quelli che solitamente ci accolgono dall’Olimpico in su, sarebbe una partita persa sotto gli occhi di mezzo mondo. Come finirà? Lasciamo stare il fatturato (perdiamo di brutto, 348 a 143 milioni di euro), lasciamo stare i paragoni, sono due modelli e due gestioni completamente diversi, e lasciamo parlare il campo.

    A San Gregorio Armeno la benedizione sale al massimo livello perché a impartirla a Sarri c’è papa Francesco in versione pastori ad altezza d’uomo; il selfie è di rigore.
    Ne avrebbe avuto bisogno anche l’arbitro Rizzoli che per uno strappo muscolare (secciata o segnale) salterà la partitissima che sarà affidata al più gradito Orsato con Irrati tra gli addizionali, quello del voi fate buuu e io non gioco più.

    Dai vicoli del rione Sanità riecheggia la voce del sindaco de Magistris che da una radio locale annuncia l’assenza allo Stadium per stare vicino ai suoi contifosi e parla di coprifuoco nell’ora che volge al desio. Una cosa è certa, Napule è più che mai innamorata della sua squadra, i cuori e il Love che illuminano piazza dei Martiri e dintorni per la settimana di San Valentino rimandano a ben altra passione amorosa. Passione estranea a Carlo Conti che invita a registrare l’evento per guardare Sanremo.

    Gli rubo il mestiere: dall’erba dello Stadium, Un giorno all’improvviso, canta Napoli, dirige il maestro Sarri :

    “Un tocco all’ improvviso, la palla s’ insaccò, il cuore mi batteva, non chiedermi perché, di tempo ne è passato ma sono ancora qua e oggi come allora il sogno e quello là”.