Gazzetta: Napoli isterico e autolesionista a causa di Sarri, addio scudetto

addio scudetto

Addio  scudetto: Sarri ha lanciato messaggi sbagliati

Addio scudetto, scrive Garlando sulle colonne della gazzetta dello sport. L’editorialista, si scatena nelle critiche eccessive alla squadra di Sarri, magnificando la Juventus, senza però considerare i tanti episodi, discutibili, che hanno visto al Juventus protagonista, dalla testata di Bonucci, alle 9 giornate di immunità dello stesso difensore, fino alle parolacce proferite da Zaza all’indirizzo dell’arbitro, va bene la critica, ma da un giornalista del suo calibro ci saremmo aspettati maggiore onestà intellettuale.

Addio scudetto

Il pallone è proverbialmente rotondo e Allegri alla penultima andrà a Verona dove le cose scontate possono diventare fatali. Ok, la letteratura da scudetto è zeppa di beffe atroci, ma per quanto ci sforziamo di ricordarcelo, è difficile prescindere dal sospetto tuonato ieri dal campionato: la Juve ha vinto il quinto scudetto consecutivo.

Ora Allegri giocherà 4 partite in casa, comode, e 3 fuori, di cui, appunto, una contro il Verona ultintissimo. Può rischiare qualcosa solo alla prossima col Milan condannato alla prova d’orgoglio e a Firenze. Ma anche se le perdesse entrambe, il Napoli dovrebbe vincerle tutte e colmare un gap di 4 gol nella differenza reti per arrivare pari e agguantare il titolo. Vincerle tutte significa battere l’Inter a San Siro senza Higuain squalificato e superare all’Olimpico (magari ancora senza il Pipita) la scatenata Roma arrivata a -4 e arrapata dalla prospettiva del secondo posto.

Ma più ancora dei numeri è la condizione delle due sfidanti a rendere improbabile la rimonta. La Juve è lucidamente feroce, il Napoli confusamente isterico. La Juve, anche se stanca e incerottata, lascia giocare l’Empoli, tiene i rinni bassi e attende con freddezza il momento buono per colpire. Ai gol del Napoli invece ci ha sempre pensato solo il magnifico Higuain, arrivato a 30 tacche. Anche per questo è sfinito ed esposto ad attacchi di nervi. Sono sfiniti Jorginho e Allan che non hanno cambi all’altezza. Se a Buffonviene il raffreddore, gioca Neto, che sarebbe titolare in quasi tutte le altre di A. Ieri, alla prima senza il totem Reina, sono anivati errori fatali. Per l’ennesima volta, il Napoli si è trovato nella necessità di rimontare all’alba del match.
Difficile che la famelica banda di Allegri possa sbagliare l’approccio di una partita. Il Napoli, protagonista di una grande stagione, ha pagato limiti e colpe sue. Non c’entrano i fatturati, gli orari di gioco, “le pressioni innatural” o altro. Il Leicester mette sotto i Paperoni.
All’ora di pranzo la Juve ne fece 4 al Chievo e poi si mise a tavola. Quando il Napoli ha meritato di battere la Juve e le milanesi, nessuno glielo ha impedito. Sarri, ottimo maestro di gioco, deve imparare a respirare ad altezze sconosciute e a gestire meglio il turnover. Con l’esperienza, spedirà messaggi meno autolesionisti. Se ripeti che la “Juve è di un’altra categoria”, alla fine la tua squadra ci crede e giocherà timida allo Stadium lasciandoci mezzo scudetto. Se sollevi il sospetto di complotti, fornisci alibi ai tuoi giocatori che, alla prima avversità, si sentiranno vittime e perderanno i nervi.