Napoletani ore di fila per donare sangue per i terremotati: nessuno ne parla?

Napoletani ore di fila per donare sangue per i terremotati

 

Napoletani ore di fila per donare sangue per i terremotati, nessuno ne parla, ma qui si fanno i fatti senza aspettarsi nulla, il cuore di Napoli ancora una volta vola sopra l’ostacolo.

Di: Anna Laura De rosa la Repubblica 28/08/2016

Ecco il cuore di Napoli

Napoletani ore di fila per donare sangue per i terremotati:  Il direttore del museo di Capodimonte Sylvain Bellenger oggi sarà il primo a donare il sangue nel parco:

«Ho un gruppo sanguigno universale, compatibile con tutti» sorride. Arrivato ieri a Napoli dopo un passaggio da Chicago a Parigi, Bellenger racconta:

«L’iniziativa è stata un grande successo, trovare un punto Avis in una location particolare spinge le persone a donare. Spero che l’incasso del museo destinato alle vittime sia alto, le visite quest’anno sono aumentate del 60 per cento e ci sono molti stranieri.È scattata una grande solidarietà in tutto il mondo: i grattacieli di Chicago sono illuminati con il tricolore mentre nei ristoranti si serve l’amatriciana».

L’Avis ieri ha raccolto oltre 390 sacche di sangue in Campania. In particolare, tanti cittadini
e stranieri si sono avvicinati al camper nel bosco di Capodimonte.

Maria Pia, poliziotta in servizio a Napoli è stata la prima: «Le donazioni di sangue e soldi forse sono le più importanti. Sotto quelle pietre ci sono famiglie e bambini, è atroce. Capisco il dolore dei colleghi impegnati in quelle zone». Dopo di lei, un marine americano: «Ho visto le immagini del terremoto, voglio aiutare la gente di Amatrice ». E infine Giuseppe, disoccupato: «La disperazione delle vittime mi ha convinto a donare, siamo impotenti davanti a queste catastrofi, dobbiamo fare squadra».

Il sangue sarà trasferito al servizio trasfusionale dell’ospedale di Aversa. «Ci sono stati molti donatori giovani – spiega Nicola D’Alessio, segretario dell’Avis Casoria – speriamo di poter tornare presto nel parco per sensibilizzare le persone sulle donazioni al di là dell’emergenza».

Ore di fila per solidarietà verso le popolazioni colpite, questa è Napoli, fa in silenzio, anche se il silenzio dei media nazionali sulle iniziative napoletane fa veramente male.