Video: “Il museo napoletano delle torture, testimonianza della città che disse NO all’Inquisizione”

museo napoletano delle torture

SpakkaNapoli entra  nel museo napoletano delle torture

Raffaella Iuliano porta le telecamere di SpakkaNapoli a Vico Santa Luciella ai Librai, all’interno dell’unico museo delle torture napoletano.

Torniamo indietro di 1000 anni, e scopriamo che Napoli vanta un meraviglioso primato: fu l’unica città a dire NO all’Inquisizione.

Ecco le terribili torture che ci siamo risparmiati!

 Il museo napoletano delle torture

Storia:
La città rifiutò gli ordinamenti politici e militari spagnoli e romani dando vita a numerose rivolte popolari, tanto che l’Inquisizione spagnola non venne mai istituita a Napoli a dispetto del volere di Federico II.

Nel Regno di Napoli non si impiantarono né l’Inquisizione romana né l’Inquisizione spagnola (che operò invece nei regni di Sicilia e di Sardegna). Il potere inquisitoriale rimase dunque in mano ai vescovi e ai tribunali diocesani. Tuttavia, dopo la presenza di alcuni commissari delegati dell’Inquisizione romana a Napoli (il primo fu Scipione Rebiba nel 1553-55; il ruolo in genere coincideva con quello di vicario dell’arcidiocesi), nel 1585 fu istituita la figura del ministro del Sant’Uffizio nel Regno di Napoli (il primo fu Carlo Baldini, poi arcivescovo di Sorrento), di fatto un semplice rappresentante dell’Inquisizione romana con prerogative limitate in materia inquisitoriale.

La collezione del museo napoletano delle torture

La collezione del museo napoletano delle torture, comprende pezzi rari risalenti al XVI – XVII – XVIII sec.e ricostruzioni del tardo Ottocento e inizi Novecento, di strumenti originali, antichi ed introvabili alcuni molto conosciuti, altri meno noti e sofisticati. I pezzi esposti dimostrano, attraverso ricostruzioni, pannelli e didascalie chiare e multilingua, quanto la fantasia umana non abbia avuto limiti nella ricerca di mezzi atti ad infliggere le più abominevoli torture, dimenticando ogni forma di umano rispetto.

Curiosità:

L’unicità del museo risiede nel fatto che gli strumenti di tortura sono stati usati, ma non a Napoli, per i motivi che vi abbiamo spiegato.

 

 
Per esser sempre aggiornato su tutte le curiosita’ e i video di SpakkaNapoli,  diventa fan della  pagina Facebook ®