La var funziona, ma in serie A escludono l’audio con l’arbitro

In Serie A audio chiuso Svolta in Coppa dal 2017-18

moviola in campo: in serie A l'arbitro non riceverà informazioni

 

la Var o Moviola in campo fuziona

La Var piace: subito un bis «Test in Italia-Germania» Infantino, presidente Fifa: «Ok la prova a Bari, si rifà a Milano. Obiettivo tecnologia già al Mondiale 2018». L’arbitro Kuipers: «Sensazioni positive.

La neonata Var ( moviola in campo) incassa i primi consensi e annuncia il bis. Ancora in Italia, questa volta a Milano. La notizia la dà Gianni Infantino, presidente Fifa, durante la conferenza di Bari : «Il prossimo test lo faremo il 15 novembre a Milano, nell’amichevole Italia­Germania».

In serie A l’arbitro non riceverà informazioni

Roberto Rosetti è il responsabile del progetto per l’Italia: lavora a getto continuo dallo scorso luglio per portare i suoi ex colleghi all’avanguardia su un terreno decisivo per il futuro del calcio. A Bari ha seguito il test nel Van insieme con Domenico Messina (designatore Can A) e Marco Brunelli (d.g. della Lega di A). Dal primo ottobre comincia la sperimentazione nel nostro massimo campionato. Si guarda al futuro, ma per spiegare le potenzialità della «moviola in campo»

Niente comunicazione tra arbitro in campo e quello davanti ai monitor, come accaduto a Bari?

«No, in campionato si andrà avanti in modalità chiusa per tutta la stagione, mentre apriremo la comunicazione da gennaio solo per le sfide amichevoli. Un ulteriore salto di qualità nella Coppa Italia 2017­-18: dagli ottavi in poi ci sarà interazione e quindi possibilità di cambiare una decisione con l’aiuto tecnologico».

Tutti gli arbitri di Serie A testeranno la Var? E il numero di partite è stato deciso?

«Sì, ci sarà una rotazione completa (Messina seduto a fianco di Rosetti conferma, ndr). Ogni arbitro proverà la Var almeno 5 volte in questo campionato. I test saranno effettuati su due match di ogni giornata e naturalmente interesseranno tutte le 20 squadre di A».

La designazione dell’arbitro Var come sarà fatta?

«Non sarà pubblica, ma nemmeno un segreto. Starà nella postazione gestita dal provider indipendente Hawk Eye, lo stesso di Italia-­Francia, e lì selezionerà i casi certi. Quelli rivisti alla Var, e che potevamo diventare un aiuto per il collega in campo, andranno in un report che finirà poi in un centro dati, dove saranno elaborati i risultati. In ogni caso cercheremo di renderli pubblici: la Fifa vuole la massima trasparenza. Altra cosa importante: l’arbitro che si occuperà della Var non ha le classiche preclusioni. Rizzoli potrà fare una gara del Bologna, Valeri di Roma e Lazio e così via».

La Var riuscirà a eliminare le discussioni care ai bar sport?

«Serve a riparare gli errori certi. Ma siccome ci sono tante decisioni frutto d’interpretazione, ho il sospetto che si continuerà a parlare delle scelte arbitrali. La tecnologia non fa miracoli…»