Un mese fa l’ultimo acquisto in casa azzurra. Quest’immobilismo potrebbe essere una strategia, ma coi suoi rischi.

    E’ passato un mese esatto. Lo scorso 17 Luglio il Napoli ufficializzava l’ultimo acquisto, fin qui fatto, di questo mercato estivo. Miguel Perez Cuesta, detto Michu. Arrivava dallo Swansea, in prestito con diritto di riscatto. Da quel giorno tanti presunti nomi, tante presunte trattative saltate e per altrettanti presunti motivi. Si, la certezza non l’avremo mai. Nel calcio, e soprattutto in fase di mercato, ciò che si dice oggi, non è lo stesso di domani. Ma su di una cosa si è certi, ovvero che fino ad oggi, oltre all’ex Genk Koulibaly (che bene ha fatto in precampionato) e l’arrivo in prestito di Michu, il Napoli non ha concluso altre operazioni.

    Prima Gonalons, poi Kramer, poi Sandro, passando per Lucas Leiva e de Guzman, e infine Fellaini. Una telenovela giunta all’ennesima puntata ma che, nota lieta, in un modo o nell’altro si è prossima alla conclusione. I malumori di Benitez nel post partita contro il Paris Saint Germain. Parte della stampa che storce il naso, la stessa che un tempo aveva sempre un unico obiettivo, difendere a prescindere da tutto. Gli abbonamenti che non decollano. Gli inviti a rinforzarsi da parte di Higuain, che conti alla mano, è il calciatore più rappresentativo per spessore, di questo Napoli. Insomma tante cose che compongono uno scomodo malessere. 

    La storia del bilancio sano, il ‘quest’anno mi gioco lo scudetto’, il tesoretto messo da parte, la voglia di cambiare la Champions League in una più affascinante ma competitiva e dispendiosa Lega Europea, tutte cose che fanno un’unica contraddizione a questo elemosinare a destra e a manca di questo o quel calciatore. La richiesta di prestiti con collaborazione all’ingaggio dall’altra parte, dimostra mancanza di spessore, di volontà e di potenzialità economiche. Eppure, a sentir parlare il patron, il Napoli non naviga in cattive acque. Anzi… Non si trova sicuramente nella condizione di primeggiare il mercato europeo, ma è fuori luogo pure tutto questo tergiversare, o ancora peggio, aspettare l’esito della gara Champions contro il Bilbao, per cercare di smuovere qualcosa. Non è che le difficoltà del Napoli corrispondono alla mancanza di cessioni illustre che gli anni scorsi abbiamo avuto modo di ammirare (vedi Lavezzi, e Cavani)?

    A proposito di Champions. Il Napoli, fatti alla mano, risulta essere superiore all’Athletic Bilbao, senza mezzi giri di parole. Ma sempre con l’evidenza a portata di mano, la squadra basca risultava essere anche la più temibile che potesse capitare agli azzurri. Alla Champions noi per prestigio, e al patron sotto il profilo economico, interessa a tutti, a 360°. Ma non è un rischio affrontare questo preliminare con il reintegro di calciatori in rosa, fino a qualche mese fa, esclusi da ogni forma di progetto di crescita? E infine, vale la pena fare prestigiosi proclami, quando anche quest’anno sul mercato si soffrono delle solite amnesie? Cosa c’è sotto? Acquisti bloccati in attesa di chiudere, nel caso in cui la Champions sorridesse agli azzurri?

    Noi ci speriamo, perchè la speranza è l’ultima a morire e, volendo, fino alla chiusura del mercato ci passano diversi giorni. Ma due le cose certe. La prima è che la società sta giocando una strategia rischiosa e delicata. E secondo, l’immobilismo fin qui ammirato sul mercato, dopo tutti i proclami di bilancio e roba simile, è totalmente fuori luogo. Essere contenti di questo Napoli, è una cosa lecita e ovvia, specie se tiriamo in mezzo i discorsi di ‘Paestum, e dei Super Santos’, ma sta storia fino a quanti anni potrà ancora reggere?