IL MATTINO – E’ passata a nuttata. E Benitez vola di nuovo a Liverpool

 

«’A nuttata» è passata. Sette giorni memorabili, un triplo carpiato in avanti che si chiude con la vittoria con il Torino, dopo quelle su Sassuolo e Slovan.

 

Formidabili questi giorni, giorni di resurrezione e di fiducia ritrovata: allora forse per questo Rafa Benitez torna a mostrare un po’ di buonumore. «Ma non sono mai stato nervoso, solo perplesso. Perché non capisco tante delle cose che si dicono sul conto del Napoli». Prima vittoria al San Paolo, miglior Napoli della stagione. «Ci voleva cuore e cervello. Ed è quello che ho visto contro il Torino. Abbiamo saputo gestire quando c’era da gestire e creato comunque nove palle gol nitide trovando nel portiere avversario ancora una volta il migliore in campo».

 

Già, uno spettacolo in certi momenti in questo Napoli, molto all’inglese. Ed è davvero una roba inglese il prodigioso primo tempo che non si fa mancare niente, e fa rotolare occasioni da gol ad ogni sospiro, grazie anche alle due disinvolte difese. Vero, le difese. «C’è ancora qualcosa che non va nella fase difensiva perché quel gol presolo abbiamo provato tante volte. Dobbiamo continuare a migliorare,non c’è dubbio. Ma credo che queste tre vittorie siano la svolta della stagione, e che arrivino in un momento assai delicato. Ma è chiaro: non siamo ancora al 100 percento».

 

È arrivato fin qui a fari spenti, ma ora ecco il Napoli e bisognerà farci i conti per la volata Champions. «Il campionato è molto lungo. Bisognerà analizzare quello che non facciamo ancora come voglio io, ma dopo questa settimana mi sono reso conto di avere una rosa ampia con giocatori che sono sempre in grado di vincere». Non è preoccupato dalla crisi di Higuain. Pare proprio non essere un suo pensiero. «Se Gonzalo non segna e segnano altri sono contento lo stesso. Quello che conta è la squadra e non certo i singoli».

 

Coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino – forse qualcosa di più grande – dalle scarpe quando parla di Insigne. «La chiave del suo successo è il suo lavoro: nel calcio d’oggi nessuno può aspettare la palla da fermo, in attacco. Ma deve fare bene anche la fase difensiva. Ma è giovane e può migliorare ancora tanto». Poi mostra di essere ritornato quello di qualche settimana fa: «Il suo gol di testa? Era uno schema…». Ammette che questo Napoli è ancora lontano dal livello dello scorso anno. «Il Napoli dello scorso anno era fortissimo: 104 reti e vittoria della Coppa Italia. Quest’anno è diverso,dobbiamo ancora recuperare il nostro livello a causa del Mondiale e dell’eliminazione in Champions».

 

Sta velocemente ritrovando anche Callejon: «Ha capito che dopo la chiusura del mercato doveva avere il giusto atteggiamento e sta facendo tutto per il meglio». Intensità e motivazioni. Benitez a un certo punto, a pochi minuti dalla fine, ha persino cambiato Higuain, un attaccante, per Mesto,un difensore. «Io che cambio idea? No, solo che a un certo punto Mesto mi sembrava il più adatto a contenere le offensive finali del Torino». Non parla più di obiettivi, ripete come un mantra che quello che conta è la prossima partita ma aggiunge: «Per arrivare il più in alto possibile, conta la rosa».

 

Infine annuncia che partirà ancora una volta per Liverpool in questi giorni di sosta. «Perché no? Certo che ci vado, ho uno staff super. Io sono l’unico allenatore che abita nel centro sportivo e mi prenderò qualche giorno per andare a trovare la mia famiglia».

 

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