Di Marzio: “Panchine bollenti: Campedelli batte tutti sul tempo, sette giornate e via Corini!”

     

    Abituati a Zamparini e Cellino, Spinelli e Preziosi, sorprende che la prima panchina saltata in A sia quella del Chievo.


     

     

    Campedelli batte tutti sul tempo, sette giornate e via Corini nonostante la rinnovata fiducia estiva e un contratto triennale anche se atipico (uno più uno più uno: ovvero rinnovo automatico in caso di salvezza fino al 2017). E, soprattutto, dopo aver scelto Corini e non Sartori quando la convivenza tra i due si era fatta molto difficile. Ma tant’è. Campedelli e il nuovo ds Nember non hanno avuto grandi dubbi ieri mattina, la decisione presa dopo lunghe e approfondite valutazioni. Roma infatti è stata (per il club) la conferma ad un allarme già suonato prima della sosta. La società ritiene che il potenziale offensivo della squadra non sia sfruttato a dovere, alcune scelte tattiche non hanno convinto, in più Corini paga anche alcune difficoltà interne al gruppo, con la sensazione che in troppi non fossero più allineati con le linee guida dell’allenatore.

    Il Chievo ha scelto Maran che conosce benissimo l’ambiente (più di 300 gare da difensore e un’esperienza da vice), ecco perché è stato preferito a Nicola, mentre le richieste economiche di Reja sono state giudicate eccessive. Maran torna così meritatamente in panchina dopo la burrascosa fine del rapporto con il Catania, iniziando quel giro degli allenatori che piace molto ai disoccupati. “Se parte uno, poi si muovono anche gli altri”, raccontano quelli che spesso passano per gufi solo per essere in tribuna quando una panchina diventa bollente.

    Le prossime? A Palermo, Iachini respira dopo il primo gol italiano di Gonzalez, ma non bastano tre punti per allontanare tutte le ombre (Reja e compagnia: ah, Ferrara invece mai è stato contattato). Mentre a Parma, Ghirardi e Leonardi vogliono dare ancora fiducia a Donadoni: un’idea poteva essere la promozione di Crespo, che allena nel settore giovanile, ma la saggezza induce ad una ulteriore dosa di stima. Non è che all’improvviso sono diventati più pazienti i nostri presidenti?

    Gianluca Di Marzio – Calciomercato.com