Marotta: “Insigne torna per consacrarsi contro la nemica storica romana”

    Lorenzo, l’oro di Napoli. Un tocco et voilà, i fischi diventano applausi, come se fosse un novello Re Mida.


    Il Principe senza corona, chiuso nel suo angolo a rimuginare sugli errori commessi, si è ripreso in poche settimane quel trono che pareva sfuggirgli continuamente, quasi a volerlo scherzare. E Insigne, il ragazzo caratterialmente fragile, incapace di reggere la pressione di una piazza troppo esigente, ha reagito da campione, mettendo in evidenza quella tempra mentale che trasforma un buon giocatore in un fuoriclasse. Non bastano i numeri, le serpentine a tutta velocità per entrare di diritto tra i grandi. Lo ha capito, ha studiato e si è ripresentato all’appello dopo qualche sonora bocciatura. Ed ecco la nuova versione, raccontata dallo sguardo, non più perso nel vuoto ma diretto verso un obiettivo: vincere in azzurro, chiaramente da protagonista. Se prima il perenne ballottaggio con Mertens lo affliggeva, fino quasi a deprimerlo, adesso lo esalta, lo sprona a dare di più per convincere Benitez. Una trasformazione che si sta pian piano completando, con risultati eccelsi. Migliore in campo col Torino, finalmente uomo squadra, in grado di sfornare assist a ripetizione, senza l’assillo del gol. E a Bergamo, pur partendo dalla panchina, ha saputo rendersi ugualmente pericoloso, spaccando in due la gara. Carico, cattivo al punto giusto e senza fronzoli. Così brilla la stella di Lorenzo Insigne che sembrava quasi destinata a cadere dopo due anni di alti e bassi, di polemiche senza fine, di accuse ingenerose e di reazioni avventate che hanno messo a repentaglio il rapporto con il pubblico. I tifosi alternano bastone e carota, pretendono il massimo ma sanno riconoscere le eccellenti qualità del talentuoso folletto di Frattamaggiore. Ha capito Lorenzo, finalmente consapevole dei suoi pregi e dei suoi difetti, libero da quell’ansia da prestazione che sovente lo ha frenato, impedendogli di rendere al massimo. Si è sbloccato, lo si nota dall’atteggiamento, dall’incitamento costante rivolto ai compagni, anche quando siede tra le “riserve”. Domani, con la Roma, toccherà a lui scendere in campo dal primo minuto, in un match dai grandissimi contenuti tecnici ed emozionali. Giocherà sull’out mancino e di fronte si troverà uno tra Torosidis o Maicon. Il laterale brasiliano è stato costretto a dare forfait anche con il Cesena ma proverà a rimettersi in sesto per il big match del San Paolo. Un duello chiave, con l’azzurro chiamato a confermare i progressi delle ultime settimane per testimoniare la svolta, per trascinare il Napoli verso il terzo posto e magari anche un po’ più in la, se i partenopei riusciranno a vincere lo loro paure, le loro eterne incertezze. Dall’altra parte della barricata ci sarà Francesco Totti, un punto di riferimento, un modello da seguire per chi, come Insigne, non ha mai nascosto il desiderio di indossare per sempre quei colori che, giorno dopo giorno, sente sempre più suoi.