Hamsik, un 2016 unico, come la cresta che lo ha reso un’icona del nostro calcio

cresta

Nel segno della cresta, quella di Marek Hamsik.

Il 2016 potrebbe anche essere così, con il Napoli ormai unico rivale della Juventus nella corsa perlo scudetto, e la Slovacchia possibile rivelazione dell’Europeo che si disputerà in Francia.In entrambe le competizioni l’apporto di Hamsik, capitano sia del “Ciuccio” che del “Narodny Tim”, risulterebbe fondamentale.

 Un’icona del nostro calcio

La conquista dello scudetto sarebbe il coronamento del percorso intrapreso dal ragazzino originario di Banska Bystrica (dove è nato il 27 luglio 1987), approdato in Italia nell’agosto 2004 a soli 17 anni, acquistato dal Brescia per 60.000 euro dallo Slovan Bratislava, la seconda squadra di Hamsik. Nella prima, lo Jupie Podlavice, era entrato a 4 anni. Già a 11 anni, dopo aver realizzato 16 reti al Dolna Strehova, era considerato un piccolo fenomeno. In quell’annata, 1998-99, metteva a segno ben 111 reti nelle38 partite dei vari campionati giovanili regionali e interregionali. Nell’agosto del 2002 passava allo Slovan Bratislava per 125 mila corone slovacche, pagate dai suoi genitori (papà Richard, ex calciatore, e mamma Renata, ex giocatrice di pallamano), essendo il club della capitale in gravi difficoltà economiche. Il resto è la storia che tutti conoscono.

La Cresta: un look vincente

Tatuaggi sparsi su tutto il corpo, orecchini, adesso anche gli  occhiali, ma è stata la cresta a conferire a Marek Hamsik un look vincente. Lo slovacco è stato fra i primi ad adottarla. Gliela suggerì la prima fidanzata, che si chiamava Martina come la futura moglie, e nel 2007 gliela personalizzò Rino Riccio, che poi diventò il suo acconciatore personale, fin dai primi giorni in cui Marek frequentava il suo salone. Proprio la cresta ha reso Hamsik riconoscibilissimo a ogni latitudine e ha fatto tendenza nel calcio italiano. Uno dei primi ad adottarla è stato ai tempi in cui vestiva ancora il rossonero milanista e segnava a raffica Stephan El Sharaawy , che oggi l’ha un po’ rivisitata. Il look “alla mohicana” scopiazzato da tanti ragazzini con velleità più o meno calcistiche ha contagiato anche Mario Balotelli ,imprevedibile pure quando si tratta di acconciature e quindi difficilmente classificabile in qualche genere.

Ritornare numero 1

Per Marek Hamsik, la stagione che si chiuderà con la rassegna continentale della prossima estate ha un significato in più, quello di ritornare a essere lo sportivo più amato del suo Paese. Nel 2015 lo scettro gli è stato strappato da un altro ragazzo prodigio, Peter Sagan, il primo slovacco a diventare Campione del Mondo di ciclismo. Ma se l’annata di “Marekiaro” dovesse andare come a Napoli sperano, allora non ce ne sarebbe per nessuno.