Maradona: «Milik tornerà presto. Quello che fatto Higuain non si fa»

Non avrei mai tradito i Napoletani

Diego torna in Italia per la partita “Uniti per la pace”: «Higuain lo conosco e ho giocato col padre. Lui sa che questo non si fa. Se Milik continuava a segnare nessuno parlava di lui». Poi una battuta: «Bello essere qui senza essere perseguitati da Equitalia»

Il corriere dello sport pubblica le dichiarazioni di Maradona a margine della partita della pace.

di Francesco Guerrieri per il corriere dello sport

ROMA – E’ sempre un’emozione vedere Maradona in Italia. E’ questa la sensazione che si registra durante la conferenza stampa di Diego, prima della partita per la pace: «Il Papa mi ha chiamato. È un Pontefice che piace a tutti, sta facendo un gran lavoro. Oggi abbiamo tanto bisogno di pace, non vogliamo violenza e morte di bambini innocenti. Papa Francesco può stare tranquillo, perché Maradona va in campo. Quando mi ha chiamato per la partita e per i terremotati di Arquata e Amatrice, ho accettato subito: non si potevo mancare». «Si parla di Totti e Ronaldinho, ma io spero che il messaggio arrivi a Messi e Cristiano Ronaldo. Abbiamo bisogno di grandi stelle per questi eventi. Siamo stanchi di vedere guerre in tv, mi fa paura per i miei figli e ho rabbia per non poter fare di più. Ringrazio chi ha organizzato e chi ha risposto a questa partita. Mi piace stare in Italia senza essere perseguitato da Equitalia… Tutti noi qui dobbiamo dare una grande mano al Papa. Io mi sono allontanato tanto dalla Chiesa, lui mi ha fatto tornare».

MILIK – «Mi dispiace per Milik, ma nel calcio in un minuto si spegne la luce: succede. Ma per l’età e la forza che ha il ragazzo, Milik sarà presto pronto per il Napoli». Poi una battuta su Higuain: «Non sono arrabbiato con lui, lo conosco e ho giocato col padre. Lui sa che questo non si fa. Se Milik continuava a segnare nessuno parlava di lui. A me, per esempio, mi voleva Berlusconi, come facevo ad andare al Milan dopo aver vestito la maglia del Napoli?. Oggi è tutto più facile».

TOTTI – «Può giocare fino a 50 anni, servono 40 giocatori di serie A per fare un Totti»

NAPOLI-ROMA – «Non sarà facile per la Roma giocare al San Paolo. Mi auguro soltanto che vinca lo spettacolo, in tutta tranquillità. Mi auguro anche che vinca il migliore, che sarà sicuramente il Napoli». Una battuta sullo stadio Olimpico: «Uno dei campi più belli dove ho giocato, mi ha sempre divertito. Oggi mi dispiace vederlo quasi vuoto, quando c’ero io era sempre strapieno».

DIEGO JUNIOR – «Giocare con mio figlio? Vediamo che dice l’allenatore… (Ride). Io non sono mai stato un’atleta, ma sempre un giocatore di calcio». E sugli attaccanti argentini: «Ci sono tanti attaccanti forti in Argentina, levando Messi, tutti possono fare bene. Ma lui è il top. L’Argentina deve migliorare, l’allenatore lo sa. Ma quando manca Messi è difficile sostituirlo. Dybala-Higuain-Aguero sono fortissimi, ma manca il numero uno». Frecciata a Icardi: «Non parlo dei traditori. Io sono qui alla partita del cuore, lui non c’entra nulla con i bambini e la pace».

LA FIFA – «Il calcio è in decadenza, ne parlerò con Infantino: non c’è stato ricambio di idee e di persone. Se io entro in Fifa solo per avere un ruolo importante, Altrimenti non entro»