MALFITANO SULLA GAZZETTA: PROCESSO A BENITEZ

Rafa Benitez

Gol subiti, modulo, incomprensioni: tutte le «accuse» a Rafa. Oggi l’addio alla Champions?.

Mimmo Malfitano,  il giornalista reo di essere juventino secondo De Laurentiis, scrive sulle pagine della gazzetta dello sport, un analisi, nella quale emerge la totale colpa di Rafa Benitez.

Poche ore,  e si saprà fino a che punto sarà stata fallimentare la stagione del Napoli, anche se dopo la prestazione dello Juventus Stadium è davvero difficile immaginare un colpo di scena.

BENITEZ ADDIO L’incertezza sul suo futuro è andata avanti per mesi. Di certo non si sarebbe aspettato un addio triste e privo di significati.

Le sue scuse (il sì della famiglia, il business plan, il centro sportivo) per rimandare quella risposta che già conosceva, hanno rappresentato il tormentone di questa primavera.
Il presidente lo ha prima illuso, promettendogli un Napoli forte e competitivo, da scudetto, e poi lo ha tradito bocciandogli le sue proposte di mercato (Mascherano, Fellaini, Gonalons, Reina, Mario Suarez) e garantendogli soltanto delle terze scelte (Koulibaly, David Lopez, Strinic).

Da quel momento il loro rapporto si è incrinato del tutto, fino ad arrivare allo scontro finale sullaquestione ritiro, ordinato dallo stesso presidente, nonostante il suo parere contrario.

Trentasette formazioni diverse in altrettante partite rendono chiaro un concetto: Benitez non ha mai avuto le idee chiare sulla potenzialità del proprio organico.

E come se non bastasse, si è mostrato troppo integralista nel difendere il 4-2-3-1, il modulo che il valore delle individualità non ha saputo supportare.

Basti pensare alle 50 reti incassate dalla difesa, che ha fatto peggio di Empoli (48) e Chievo (38) e ai 12 punti in meno rispetto alla classifica dello scorso anno.

Dietro l’alibi di un increscioso silenzio stampa, il Napoli si è schermato per evitare imbarazzanti confronti.

E’ auspicabile che il tecnico pretenda di parlare, perché Napoli ha il diritto di sapere i motivi di questo «tradimento», non solo suo, ma di tutta la squadra.