Lo sapevi che il gemellaggio tra Napoli e Genoa e’ nato nel 70 a causa del colera?

Il gemellaggio storico tra il Cuore azzurro e il battito del Grifone

Napoli-Genoa: gemellaggio ai tempi del Colera

 

Napoli-Genoa: gemellaggio ai tempi del Colera

Di: Bruno Marra per cuore azzurro.

Fratelli di mare, gemelli di fede.

Quello tra il Napoli e il Genoa è uno degli “amori” calcistici più longevi della storia. Una empatia che appare quasi miracolosa in un’epoca in cui le curve assomigliano più a falangi distruttive e trincee belliche. Una affinità emotiva nata da oltre 40 anni. Ma quale è stata la scintilla che ha fatto sbocciare l’idillio? Molto spesso è dal letame che nascono i fiori e dalle tragedie emerge la luce della gioia. Proprio ciò che è accaduto a Napoli e Genoa nel lontano 1970…

Gemellaggio ai tempi del Colera

Quella fu una stagione tumultuosa e tragica per la Campania e non già per l’aspetto sportivo. All’inizio degli anni 70 a Napoli scoppiò il colera e per molti lustri i napoletani furono marchiati a fuoco come “colerosi”. Un deprecabile gesto di scherno di tifoserie avversarie, ma anche una concreta onta da lavare sulla nostra pelle.

Per buona pezza il Napoli non trovava squadre disposte a disputare amichevoli proprio perché c’era il timore, infondato, e l’allarmismo di poter contrarre contagio dai calciatori azzurri. Una psicosi di massa che costrinse il Napoli in una linea di confini ben al di sotto del limite del buon gusto. Un evento nefasto che si riversò anche nell’ambito sportivo.

Perché nessuna squadra in quel precampionato volle affrontare in amichevole il Napoli, come se fossimo diventati una serra velenosa. Tutte tranne il Genoa che si offrì come avversario azzurro per un test estivo, nonostante la psicosi di massa che aveva ghettizzato e derubricato la nostra terra ad una sorta di lazzaretto.

“Fai bene e scuordate, fai male e pienzece”. La saggezza popolare ha il suo adagio universale come un versetto taoista, del bene che insegue il male in un frenetico rincorrersi fatale. Bene, i napoletani non lo dimenticarono mai quel gesto di bontà dei genoani. E la ricompensa arrivò nella primavera di 12 anni dopo.

Maggio del 1982, 30esima giornata di campionato. Al San Paolo si gioca Napoli-Genoa. Azzurri sereni e tranquilli, Grifoni sulle spine alla ricerca di un punto che possa regalare la salvezza. Fuorigrotta fu invasa dai genoani accolti con grande calore dai napoletani…E quel punto arrivò. Mario Faccenda pareggiò al 90esimo sotto la Curva B. Insieme a lui esultò non solo il settore del Grifo ma tutto il San Paolo.

 Da Faccenda alla Leggenda. Per far salire al cielo la Gioia di una nuova Era. Come quando comiciò l’Amore ai tempi del Colera…