Lo sapevi che : o’ mastrogiorgo era uno strano medico dei pazzi

CATTANEO, Giorgio (Mastogiorgio)

Giorgio Cattaneo detto Mastogiorgio fu un medico napoletano vissuto nel sedicesimo secolo che esercitava presso l’ospedale degli incurabili.

Di: Francesco Pollasto

 

CATTANEO, Giorgio (Mastogiorgio). Nacque a Napoli verso la fine del sec. XVI o agli inizi del successivo.

Nulla si sa della sua famiglia, della sua vita privata, dei suoi studi e della sua personalità, mentre assai scarse sono le notizie sulla sua attività di medico, che egli svolse presso lospedale degli Incurabili a Napoli nella prima metà del Seicento.

Questo ospedale, fondato nel 1519 dalla benefattrice Maria Lorenza Longo, fu tra i primi in ad occuparsi stabilmente e con una precisa terapia degli affetti da “melangolia” o “delirio melangolico”. La cura della psicopatia, a base di decotti, purghe e altri specifici, non dava buoni risultati ed era assai costosa; venne quindi accolto con particolare favore il nuovo metodo proposto dal Cattaneo, razionale ed economico insieme.

Divenne famoso per le sue bizzarre teorie nella cura dei malati mentali tanto che il suo approccio terapeutico colpì fortemente l’immaginazione del popolo napoletano.
Egli era convinto che la follia fosse dovuta alla presenza di meningi anormali e a seconda del tipo di alterazione poteva conseguire eccessiva forza fisica o estrema debolezza.

Il trattamento prevedeva per coloro con eccesso di forza di girare, fino allo sfinimento, una ruota (la’rota) per attingere l’acqua in un pozzo nel cortile dell’ospedale, oltre ad avere una robusta razione di nerbate, somministrate con grande zelo dagli infermieri
Per coloro che invece dimostravano eccesso di debolezza era riservata la cura delle cient’ova: venivano obbligati a mangiare cento uova per ricostituire le forze.

Comunque colpì vivamente l’immaginazione popolare, se nel dialetto partenopeo, nel costume, nella letteratura dialettale sono rimaste impronte durate fino a oggi. Ad esempio nelle feste di carnevale era frequente la facezia di travestirsi da pazzi, con abiti bianchi e gualdrappe gialle fornite di campanelli per le cavalcature, o da “maestro dei pazzi” con lo staffile in mano.

Anzi talvolta vi partecipò proprio il vero “maestro dei pazzi”, in dialetto si usa ancor oggi dare il nome di Mastogiorgio a coloro che si occupano della cura e della custodia dei pazzi, e “l’aspetta Mastogiorgio” si dice di chi dà chiari segni di follia. Questo era infatti il nome popolare del C., detto “masto o maestro per la sua eccellenza fra gli altri aggressori”: così erano chiamati psichiatri e infermieri dell’ospedale degli Incurabili, e il nome lascia capire la violenza fisica con cui erano affrontati, ricoverati e curati i malati di mente.

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Quando sia avvenuta la morte del C., è assai arduo stabilire, anche perché un incendio dell’archivio dell’ospedale degli Incurabili, avvenuto nel 1794, distrusse completamente ogni documento.

Risulta ancora vivo nel 1658 da un manoscritto della Biblioteca naz. di Napoli, Conclusioni diverse deglIncurabili (XI, D.13), che a p. 59 cita il C. “maestro dei matti” in una lite a proposito di certo materiale dell’ospedale (materassi, lenzuola ecc.) bruciato in seguito ad un contagio; e ancora vivo si può supporre nel 1665, anno in cui viene citato come dotto e saputo domatore di “capo-tuoste” in un poema di Titta Valentino, con un esplicito riferimento alla sua lunga esperienza e alla sua perizia nella cura della pazzia.

Verso la fine del secolo egli risulta invece già morto da un sonetto di Nicola Capasso, in cui s’invoca la sua cura per sanare la pazzia petrarchesca che ha preso molti poeti e ci si rammarica che egli non ci sia più.

Accertata comunque la sua presenza di medico nella Napoli del Seicento, resta tuttora oscuro se egli abbia lasciato qualche scritto.

Ancora oggi il soprannome di Cattaneo, “Mastogiorgio”, viene usato per definire l’infermiere degli istituti psichiatrici.


Fonte: E. Buonocore, Mastogiorgio nella st. della cura della pazzia, Napoli 1907

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