Lo sapevi che: il primo insediamento Cinese avvenne a Napoli nel 700

I CINESI A NAPOLI? MICA DA OGGI, MICA DA IERI. CI PENSAVA DON RIPA GIA’ NE SETTECENTO, E DI BEN ALTRA LEVATURA!

I CINESI NAPOLETANI?

Di: Gabriella Cundari

Non tutti sanno che il quartiere Sanità fu la sede del primo insediamento all’estero di una comunità cinese, e che in prossimità dell’ospedale Elena d’Aosta c’è la chiesa dei cinesi dedicata alla Sacra Famiglia, con la tomba del sacerdote don Matteo Ripa (Eboli, 29 marzo 1682 – Napoli, 29 marzo 1746) missionario italiano.

Nato in Eboli da una nobile famiglia pugliese, da Gianfilippo Ripa, barone di Pianchetelle e medico, e da Antonia Longo nel borgo medievale che circondava l’antico castello normanno, il giovane Matteo trascorse i primi anni della sua infanzia con i fratelli Tommaso, Diego e Lorenzo.

Si dice di lui che possedeva un’innata propensione per l’arte, ma a quel tempo il figlio di un barone non poteva certo concedersi ai “piaceri dell’ozio” e fu spinto per questo all’avvocatura. Ma il suo destino sarebbe andato in altra direzione.

In quegli anni il Regno di Napoli, come l’Europa tutta, fu interessato da una fervida attività missionaria e Matteo entrò nella Congregazione dei preti secolari missionari. Durante il suo soggiorno-studio a Roma, venne a contatto con il problema dei “Riti cinesi”: i Gesuiti che agivano in Cina, erano stati condannati dalla Santa Sede nel 1704, e Papa Clemente XI aveva deciso di inviare in Cina una delegazione, sotto la guida di Carlo Tommaso Maillard de Tournon.

Matteo, con il compito di consegnare a Maillard de Tournon la berretta cardinalizia, raggiunse la delegazione nel 1710, dopo aver superato enormi ostacoli e difficoltà. Riuscì appena a consegnargli la berretta , perché il Legato morì di lì a poco.

L’8 giugno di quell’anno, Ripa fu chiamato – insieme a Pedrini e Bonjour – alla Corte dell’Imperatore Kangxi (della Dinastia Qing, di origini mancesi), ove rimase per circa tredici anni, dal febbraio 1711 al novembre 1723, lavorando in qualità di pittore ed incisore su rame al servizio dell’Imperatore stesso. Presso il palazzo estivo di Jehol, in Manciuria, Ripa incise anche 36 vedute della villa su lastre di rame per stampare copie che l’imperatore potesse donare ai suoi familiari e dignitari.

Tornando in Europa avrebbe portato con sé copie delle vedute della villa di Jehol, che furono molto apprezzate in Inghilterra da architetti in cerca di soluzioni innovative da sperimentare nella progettazione di ville e giardini. La conformazione dei giardini inglesi è dovuta anche alla incisioni del Ripa.

Matteo Ripa

Dando libero sfogo alla sua idea di evangelizzazione, tra ire e dissapori, tentò di aprire una scuola a Pechino per l’educazione di giovani cinesi, cui affidare il compito di diffondere il Cristianesimo tra i loro connazionali, poi, nel novembre 1723 decise di ripartire per l’Italia per realizzare quel desiderio che lo aveva animato per tutta la sua vita, il Collegio dei Cinesi di Napoli, conducendo con sé quattro giovani cinesi, i cui nomi erano Giovanni Guo (ca. 1700-1763), Giovanni Yin (ca. 1704-1735), Philipo Huang (ca. 1711-1776), e Lucio Wu (ca. 1712-1763), insieme a un loro connazionale più adulto che era maestro di lingua e scrittura mandarina, con l’intento di dar loro una formazione religiosa adeguata.

Al suo ritorno in Italia, nel novembre 1724, questo gruppo costituì il primo nucleo del Collegio dei Cinesi che fu riconosciuto da papa Clemente XII, con breve del 7 aprile 1732. Al Collegio fu associato un convitto per l’educazione di giovani napoletani, ove tra gli altri nel XVIII secolo soggiornò Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Il Collegio dei Cinesi si proponeva la formazione religiosa e l’ordinazione sacerdotale di giovani cinesi convertiti, destinati a propagare il cattolicesimo nel loro paese. Tra gli scopi del Collegio era prevista in origine anche la formazione di interpreti, esperti nelle lingue dell’India e della Cina, al servizio della Compagnia di Ostenda, costituita nei Paesi Bassi con il favore dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo, per stabilire rapporti commerciali tra i paesi dell’Estremo Oriente e l’Impero asburgico, nel cui ambito rientrava il Regno di Napoli.

Fu dopo l’unità d’Italia (1868) il Collegio dei Cinesi fu trasformato in Real Collegio Asiatico e, con la riforma ministeriale di Francesco De Sanctis, in Istituto Orientale, in cui fu soppressa la sezione missionaria, equiparandolo alle altre Università statali. Matteo Ripa si era spento il 29 marzo del 1746, giorno del suo 64º anno.

Fonte:  relazione ufficiale di Mariano Pastore –Istituto Orientale di Napoli e Wikipedia;

Le immagini: Matteo Ripa, il suo stemma nobiliare, e una delle sue incisioni, la chiesa