Lo sapevi che: A Napoli nacquero la parodia, la comicità, lo sfottò, al San Carlino si prendeva in giro anche il Re.

IL MOTTO DEL SAN CARLINO

“CASTIGAT RIDENDO MORES”

Il teatro San Carlino fu costruito, per la prima volta, nel 1740.

Di: Gabriella Cundari

Il teatro si trovava in largo del Castello, ed era poco più di una baracca ed era affidato ai Tomeo.

Il capostipite dei Tomeo era Michele Tomeo, che dal 1734 fu impresario di un teatro detto “La Cantina”, sito in piazza del Castello, e che, con una oculata gestione, tenne in vita fino alla sua morte, avvenuta nel 1762.

Il San Carlino fu edificato proprio di fronte alla “Cantina” e poi, grazie anche ai discendenti del Tomeo, visse negli anni successivi ben altri gloriosi fasti.

Ecco cosa scriveva Samuel Sharp circa il teatro di piazza Castello :

“Il teatro é poco più grande di una cantina, anzi é proprio conosciuto, e molto, sotto questo nome, poi che per abito così é chiamato: La cantina. Scendete dal livello della strada, dieci scalini e siete in platea. Corre attorno alla platea una galleria divisa in dieci o dodici palchi, ognuno capace di quattro persone, che vi possono star comodi”.


Al San Carlino si rappresentavano per lo più drammi o rappresentazioni di guerra e, talvolta, anche lavori in musica.

Dal 1740, per trent’anni, passo’ a diversi impresari, fino a quando nel 1770 i coniugi Tommaso Tomeo e Elisabetta d’Orso lo ricostruirono ex novo.

Il permesso di costruzione del nuovo San Carlino fu concesso il 17 marzo del 1770.

Da quel momento al teatro di Largo Castello si avvicendarono Vincenzo Cammarano (Giancola), Salvatore e Antonio Petito ed infine, Eduardo Scarpetta, ai quali rimandiamo per ulteriori notizie sul teatro, che fatto grande da quest’ultimi e dagli impresari Tomeo, Silvio Maria Luzi e Salvatore Mormone, fu demolito il 6 maggio del 1884.


Oggi al posto del San Carlino vi troviamo la sede della banca d’Italia, non vi è nemmeno una targa a ricordo dei grandi artisti che fecero grande quel teatro, nel San Carlino nasce la parodia, la comicità, lo sfottò.

Basti pensare che in quegli anni nessuno poteva osare prendere in giro il Re, a parte gli attori del San Carlino che nelle loro parodie potevano sberleffare anche la famiglia reale.

Si racconta addirittura, che lo stesso Ferdinando IV di Borbone preferiva disertare il San Carlo dove i nobili andavano a sentire le opere e a vedere i drammi, per andare al San Carlino travestito da Lazzaro per confondersi con la folla.

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