lo sai perche’ si chiama ” Gesu’ nuovo”?

Esiste un Gesù Nuovo perché (a poca distanza) ce n’è anche uno Vecchio (e bellissimo)

Al Gesù Nuovo se ne contrappone uno Vecchio, in via Giovanni Paladino.

È stata la prima chiesa dei gesuiti a Napoli, fondata nel 1554, ricostruita e consacrata nel 1632, divenne una notevole fabbrica rococò nel Settecento con rivestimenti marmorei e decorazioni; successivamente, gli interventi di Domenico Morelli, pittore ottocentesco della scuola di Posillipo, e il rifacimento dello spazio absidale, di carattere fortemente scenografico.

Certamente meno nota della sua quasi omonima. Come per l’altra, anche a questa chiesa si legano storie bellissime.

bozzetto

Intanto l’altare marmoreo del Fanzago, incostante, estroso, bergamasco-napoletano che accetta commissioni su commissioni e ci mette anni a consegnare le opere, incartandosi senza soluzione.

Lo troviamo nel 1630 alle prese con i certosini di San Martino in una vera e propria contesa furibonda fatta di colpi bassi e denunce, inseguito dalle maledizioni dei santissimi, mentre continua a chiudere contratti e a ricevere incarichi, come questo per il cappellone di San Francesco Saverio, con l’impegno, tra l’altro, di ultimare i lavori entro due anni, con pagamenti «in conto delle statue che sta facendo» quelli «in conto delle statue che deve fare».

Un imbroglio di carte e di date, tanto che non si è ancora capita, con esattezza, la storia delle quattro splendide opere ( Isaia e Geremia del Gesù Vecchio e David e Geremia del Gesù Nuovo, nel Annibale Fontana, ma lo superano nelle suggestioni napoletane che da tempo ha assorbito.

L’inarrestabile vortice di luci saettanti sui piani spezzati della composizione, l’abbondante e mosso panneggio delle vesti, il vigore di quelle mani nervose su cui si delineano così potentemente le vene, i volti scavati, le barbe sconvolte, sono elementi che si trovano certamente simili nei Profeti del Fontana che in quelli del Fanzago dove è decisamente più intenso il vigore espressivo.

gesu-vecchio

Nella chiesa si custodisce l’immagine sacra della Madonna Immacolata di don Placido Baccher, a cui ancora oggi i devoti si recano in pellegrinaggio ogni 11 del mese.

Pare che nel 1800 la Madonna abbia parlato al padre «chiamato a zelare le glorie del mio immacolato concepimento» (G. Luisi).

Mezzo secolo prima (8 dicembre 1854) che Pio IX proclamasse il dogma dell’immunità della Vergine dal peccato originale.

Fonte: La città come non l’avete mai vista -Newton Compton editori.
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