Lo sai che la pizza fritta piu’ buona di Napoli e’ quella delle “FIGLIOLE”

 ‘A PIZZA DE’ FIGLIOLE

Di :Francesco pollasto

A Napoli molte pizzerie offrono, come alternati alla più celebre pizza al forno, la pizza fritta, ritualmente farcita con ingredienti classici come ricotta, provola, carne di maiale, pomodoro.

Pochissime sono le pizzerie che vendono esclusivamente il prodotto fritto, come testimonianza della tradizione esclusivamente campana, tra cui spiccano:

La “Masardona” (valutata tra le migliori 10 pizzerie d’Italia nella “Guida dell’Espresso”) che dal 1945 offre la classica pizza fritta “completa” farcita di pomodoro, ricotta, cicoli e provola;

le “Figliole”, nel quartiere Forcella, rappresentano un emblema storico della pizza fritta preparata esclusivamente da donne, ed offre la classica “chicchinese” (con scarole); e ancora, a Casavatore da ” Mazzettella” dove una signora di altri tempi continua la sua tradizione della pizza fritta ormai da decenni,fritta ancora nel tegame e non nelle più moderne friggitrici, secondo tanti la migliore per impasto.

Non lontano dal Castel Capuano, il più antico maniero della città di Napoli nel quale ininterrottamente per 500 anni (dalla costituzione del Vicereame, dal 1503 fino al 2007) ha avuto sede il Tribunale, e dal dedalo di vicoli che si dipana dal Decumano Maggiore, discesa Via Pietro Colletta, si arriva a Forcella.

A demarcare l’ingresso del popolarissimo quartiere che ispirò a Vittorio de Sica il primo degli episodi del suo “Ieri, Oggi e Domani”, nella Piazza Calenda, ci sono alcune pietre incorniciate da una balaustra.

Si tratta del famoso “Cippo a Furcella”, ovvero di una porzione dei resti dell’antica cinta muraria della città. I napoletani lo tirano in ballo nei propri discorsi ogni qual volta vogliono riferirsi a una cosa antica.

Dire “si ricorda O’ cipp’ a Furcella” è quasi un modo per liquidare un ricordo, per banalizzarlo in virtù del fatto che è superato, vecchio.

A pochi passi da qui, c’è Via Giudecca Vecchia e, al civico 36 di questa, un locale che è uno dei riferimenti per i patiti della pizza fritta: la Pizzeria “De’ Figliole” (“Delle bambine”).

A fondare il locale, intorno al 1860, nel Vasto (nei pressi della Stazione centrale), fu la mamma del signor Gennaro Apetino, nonno delle signore Giuseppina, Immacolata e Carmela che lo portano avanti oggi insieme al nipote Francesco e ai fratelli Ciro e Gennaro (questi, maggiore dei figli e padre di Francesco). “Il nonno Gennaro lo dedicò all’epoca alle sue figlie femmine: Anna, Antonietta, Nunzia e Rita”. E’ Francesco, “Franco”, con la zia Carmela, la più giovane delle “Figliole” che si alternano al banco

 

La pizzeria De’ Figliole è un luogo mistico incastonato nei vicoli di Forcella in prossimità di via Duomo, come una vecchia bottega del presepe che spunta in mezzo ai pastori. E la sua fama è dovuta a quella luccicante leccornia che si gonfia nell’olio bollente.

I ragazzi dell’Orientale la conoscono bene, così come altri universitari in cerca di cibo tra un corso e l’altro (ah bei tempi!). Le figliole propongono quattro tipi di pizza fritta, tra cui la completa: cicoli, ricotta, salame, pepe, salsa di pomodoro, anche se la classica è con i cicoli e la ricotta. Varianti prevedono mozzarella e pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto e ovviamente i friarielli o la scarola.

 

Chi è esperto della cultura napoletana lo sa: la pizza fritta e’ per antonomasia quella delle Figliole, da generazioni! In molti, partenopei e non, la giudicano come qualcosa d’inimitabile: chi non ci crede che ne faccia esperienza e poi vediamo! Il locale e’ tradizionalmente scarno, arredato alla meno peggio (che l’arredi a fare una pizzeria-friggitoria che sforna pizze 24h?), il servizio e’ quasi da locanda e l’odore che fuoriesce non e’ invitante, di più: s’insinua nelle narici, scombussola il cervello, ti afferra per il naso e ti trascina dentro.

Croccante e saporita te la puoi mangiare li sul tavolo o te la fai piegare “a portafoglio” e te la mangi per strada.

Curiosita’: la chiamiamo pizzeria perchè friggitoria non ci pare restuituire onore a questa impresa familiare, che inizialmente si trovava in Salita Tribunali, per poi accasarsi all’entrata di Forcella, al posto dove si trova attualmente.

 

“Peperoncino e fritta completa” (ricotta, cicoli, salame, provola, pomodoro e pepe): 4 euro e sei felice. Tu e chi è venuto con te. Per gli amanti delle varianti: scarola, salsiccia e friarielli, soffritto e chicchinese ossia “con tutto e niente” che unisce la completa e quella con le scarole.

“Non vi aspettate un ristorante è una friggitoria con locale pessimo e sporco. Ma appena mangiate una pizza fritta dimenticate dove siete.

E’ sublime, unica. Vari tipi di farcitura ma tutte buone. Il massimo è mangiare la pizza fritta e dopo proseguire per la famosa pizzeria all’angolo della strada e mangiarsi una pizza al forno.

Porto i miei amici che vengono da altre città volentireri e spesso in questo tour “pizzettaro”. personalmente lo sconsiglio.”

 

 

Fonte: Luciano Pignataro, eventi napoli.

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