L’Italia non accetta il Napoli, gli errori di Rizzoli fanno meno rumore di Higuain

L’Italia non accetta il Napoli

 

L’Italia non accetta il Napoli, quella calcistica, quella sociale e quella politica.

Di: Francesco Pollasto

Napoli sempre Napoli, l’ombelico del mondo, in negativo, in questa Italia che va avanti con  ignoranza e mistificazione della realtà, il Napoli e solo il Napoli, sembra  il capro espiatorio di ogni malefatta.

L’Italia non accetta il Napoli

Rizzoli, in Torino Juventus ha commesso tutti gli “errori” possibili a danno del Torino, prendendosi anche una bella testata in faccia da Bonucci (il miracolato, l’immune al cartellino per ben nove giornate) senza sanzionarlo, poiché Chiellini si trovava indisponibile. Potere della sudditanza psicologica? Oppure potere politico? E chi lo sa, nonostante i processi, siamo sempre allo stesso punto, non si va oltre, la canzone come un loop si ripete all’infinito.

Veniamo a Higuain, per un non-fallo, per una reazione leggera, se paragonata a quelle di Zaza e Bonucci, sui media nazionali, si chiede la testa del capocannoniere, così da infliggere il colpo di grazia alla squadra azzurra, “ma cosa voleva questo Napoli?” “Lo scudetto?” “Ma come si permettono?” Infatti, come ci siamo permessi? Abbiamo rotto le uova nel paniere a qualcuno? E oggi si paga. Certo per onestà bisogna dire che la squadra di Sarri ci ha messo del suo, la sfida allo stadium è stata emblematica in questo senso, ma anche la società non ha mai caricato a dovere l’ambiente, sempre troppo attenta nelle ricerca delle parole sullo scudetto, salvo scivolare su Mediaset.

L’Italia non accetta il Napoli, non ci vogliono, non ci amano, non piacciamo, al nord così come al sud, io non so perché, so però che la gente legge quello che vuole e sente quello che gli pare, così la gazzetta decide le giornate ad Higuain e nasconde Rizzoli, Mediaset vende il Pipita, e Sky chiede la testa di Sarri. Non piacciamo a nessuno, perché non riusciamo ad uscire dai confini regionali, la nostra voce è autarchica, pensiamo e parliamo tra di noi, loro invece no! Non abbiamo la forza per uscire fuori dalla Campania, troppo presi dal nostro vittimismo, e orgoglio, chi dovrebbe portarci in alto, non lo fa per limiti personali e imposti, siamo in un pantano e non ce ne accorgiamo.

Il nostro Napoli è stato meraviglioso, nonostante i limiti oggettivi, a gennaio non si è osato e per la seconda volta abbiamo perso un treno importante, spezzato i sogni di milioni di napoletani, ma questo non frega niente a nessuno.

Lo scudetto di cartone

Lo scudetto di cartone va a Torino, era scritto così, e così è stato, il secondo posto deve andare a Roma? La parvenza sembra quella, speriamo solo nella forza degli azzurri decapitati dalla mannaia mediatica. I tifosi azzurri, unici nella loro bellezza e coerenza, non faranno mancare il loro affetto alla squadra, ma saranno come sempre isolati, come la molecola della Lete.

Io non ho la ricetta per sdoganare il Napoli, purtroppo in questo paese non vige la meritocrazia, altrimenti tanti personaggi appellati con l’importante titolo di “direttore” avrebbero offerto ottime braccia all’agricoltura, mi affido alla forza dei Napoletani, alla loro arguzia, per riportare Napoli e il Napoli al posto che gli spetta, la terza città d’Italia per numero di abitanti e non certo per importanza storica, quella se la contende solo con Roma, non può e non deve essere trattata così.