L’ipocrisia di Severgnini: Mancini fa pari con Sarri. Poi la critica ai tifosi napoletani

 

Severgnini ancora una volta attacca Sarri.

Il giornalista interista del corriere della sera, proprio non riesce ad essere coerente, e mette nuovamente Sarri sulla graticola.

Una volta erano intellettuali e colti, oggi molto giornalisti per un minuto di notorietà in più preferiscono la notizia trash, quella che fa sensazione, ma priva di ogni contenuto, culturale e semantico.

Per analizzare lo sconveniente comportamento di Mancini, il corriere della sera si affida nuovamente a quello che una volta era uno dei suoi uomini di punta, ma dopo il caso “Sarri” è diventato, uno da ospitare nel salotto della D’Urso.

Scrive Severgnini : Il dito di Mancio fa pari con Sarri Il calcio italiano fazioso e volgare.

Diciamolo, senza imbarazzo: il dito medio di Roberto Mancini è sgradevole quanto gli insulti di Maurizio Sarri. E il gesto dell’ombrello di Matteo Salvini in tribuna li vale tutt’e due.

È triste, lo so, proporre questi paragoni. Ma il calcio italiano ci costringe a farlo. Mentre
in tutto il mondo il gioco diventa più piacevole e spettacolare, in Italia sembra abbrutirsi, giorno dopo giorno. Con la complicità di tutti: dagli allenatori ai politici, dal presidente della Federazione ai presidenti delle società. Fino ai tifosi.

Anch’io voglio bene a due colori: nero e azzurro. Dal 2002 al 2010 ho scritto molto dell’Inter.

Sono un tifoso, certo. Ma non ho difficoltà a scrivere che Roberto Mancini ha sbagliato, domenica sera a San Siro. Non perché ha messo in campo una formazione sconclusionata (può succedere). Ha sbagliato perché si è fatto espellere. Ha sbagliato perché ha insultato i tifosi avversari uscendo dal campo. Ha sbagliato perché ha maltrattato una conduttrice televisiva. Tre errori in una sera: verrebbe perdonato facilmente.

L’allenatore dell’Inter si difende dicendo «In Inghilterra non avrei fatto il gesto, perché non avrei subito gli insulti dai tifosi». Non è vero: gli isterici da stadio ci sono pure là, e lui lo sa. 

Tra i mille messaggi ricevuti dai sostenitori del Napoli dopo aver criticato Maurizio Sarri sul Corriere c’era di tutto: accuse di moralismo, attacchi personali, insinuazione di complotti nordisti contro Napoli. Ammissioni che l’allenatore della squadra del cuore aveva sbagliato, e si poteva farglielo notare, ne ho letti pochissimi.

Vediamo cosa diremo e scriveremo noi interisti nei prossimi giorni. Prevedo più severità verso il tecnico debole di nervi e svelto di lingua. Ma non perché siamo più obiettivi dei tifosi napoletani. Perché l’Inter sta perdendo e il Napoli sta vincendo.
Vediamo cosa diranno i tifosi del Milan, dopo lo show di Matteo Salvini in tribuna. Irossoneri hanno vinto con merito (e per demerito degli avversari, le due cose vanno insieme).
Ma il leader di un partito importante, che si candida al governo del Paese, non può esibirsi in gestacci con la faccia da invasato. È vero: l’ascesa del primitivo Donald Trump nella prima democrazia del mondo rende tutto relativo: ma c’è — dovrebbe esserci — un limite. In
  nessun Paese normale un comportamento come quello di Matteo Salvini a San Siro sarebbe ammissibile. Ma diciamolo: noi siamo un Paese normale?