Torino, Atalanta e Parma Mondi capovolti in un anno

    L’inizio terribile delle sorprese del 2013-2014

    Sorprese? Diciamo ancora di sì. Torino,
    Atalanta e Parma: 12 punti in tre. L’anno scorso,
    20. Quest’anno: poco gioco, pochi gol, pochi
    risultati. L’anno scorso, un inizio scoppiettante,
    premessa di un campionato giocato sul
    filo dell’Europa e poi un finale a sorpresa, con il
    Parma che per motivi di licenze Uefa cede il
    posto in Europa League al Toro, arrivato un
    punto più in basso. E l’Atalanta a 50, abbondantemente
    sopra quota salvezza. Sorprese?
    Sì, ma in negativo. Vediamo cosa sta succedendo
    in questi mondi capovolti.

    Torino orfano Giampiero Ventura non si stupisce
    del deficit di punti (-3) e gol segnati (-4, la
    metà esatta). «Ricordiamoci che siamo ripartiti
    da zero dopo aver ceduto due giocatori come
    Immobile e Cerci. E che abbiamo puntato su
    giovani del ‘93 e del ‘94, diversi dei quali stranieri,
    che hanno bisogno di tempo per adattarsi
    ». Gli episodi hanno fatto il resto: i rigori sbagliati
    con Inter e Verona valgono esattamente i
    punti mancanti. E così dopo essere rimasto imbattuto
    per sei mesi (25 marzo, Roma-Torino
    2-1), la (meritata) sconfitta di Genova con la
    Samp alla seconda giornata ha riportato tutti
    bruscamente sulla terra. Forse troppo. Poi gli
    infortuni: Barreto non è ancora pronto, Nocerino
    si è fermato subito. Insomma, fa capire Ventura,
    è bastata una partita persa giocando male
    per dimenticare quella straordinaria striscia di
    risultati che aveva portato al miglior campionato
    degli ultimi vent’anni. E c’è il paradosso
    dell’Europa League, dove il Toro è a punteggio
    pieno nel girone con 6 punti in due partite e
    buone possibilità di qualificarsi. Significa che il
    livello del nostro campionato è comunque discreto
    se paragonato all’Europa meno nobile?
    «Diciamo – taglia corto Ventura – che tatticamente
    siamo più evoluti».

    Atalanta spuntata I numeri sono terribili:
    quarta sconfitta consecutiva e il peggior attacco,
    a segno solo in casa del Cagliari di Zeman,
    due volte, e a secco in 5 partite su 6. Atalanta
    dove sei? Denis dove sei? Stefano Colantuono,
    anche lui invita alla calma, ricordando dopo il
    k.o. di Marassi che «abbiamo superato cose ben
    peggiori» e che comunque non ci pensa. Sarà,
    ma c’è un precedente che non porta niente di
    buono: quattro sconfitte di fila, l’Atalanta le ha
    incassate anche nella stagione 2009-2010 e sono
    costate la panchina a Gregucci, sostituito da
    Conte: un campionato chiuso poi con la retrocessione.
    Un motivo per consolarsi a ben guardare
    c’è: quell’Atalanta ha fatto ancora peggio
    di questa segnando appena un gol… Certo è
    che, al di là dell’ottimismo di facciata, la situazione
    è tutt’altro che semplice: rispetto a un anno
    fa, la squadra mostra un evidente involuzione
    di gioco. Cambiare modulo (dal solito 4-4-2
    al 4-3-3) non è bastato, con la Samp l’attacco
    ha fatto ancora flop. Certo, la partenza di Bonaventura
    ha lasciato il segno, ma l’astinenza
    di Denis (l’anno scorso 13 centri in 37 partite)
    resta qualcosa di preoccupante. «Sta lavorando.
    bene, il gol arriverà, diamogli tempo», ha
    aggiunto il Cola. Vero che Denis entra in forma
    tardi, ma stavolta sembra più in ritardo del solito
    visto che per la nascita del figlio si è unito
    tardi alla squadra E le alternative? Bianchi non
    dà la sicurezza di arrivare in doppia cifra, Boakye
    è più offensivo di Maxi Moralez ma deve
    trovare continuità e un’intesa apprezzabile con
    Denis.

    Parma colabrodo Tommaso Ghirardi, presidente
    del Parma, maneggia con leggerezza numeri
    impietosi (quinta sconfitta, peggior difesa
    con 16 gol, ultimo posto con tre punti, la metà
    di un anno fa) e li spiega così: «Ci mancano Biabiany,
    Cassani e Paletta, tre giocatori chiave.
    Abbiamo ridotto la rosa, che era troppo folta,
    puntando su alcuni giovani interessanti come
    Mauri. Ma non ne facciamo un dramma». A posteriori,
    visto quello che è successo a Biabiany
    (fermato per un problema al cuore, rientrerà a
    fine anno), è stato un errore cedere Amauri che
    pure nello scorso torneo non ha fatto sfracelli.
    E poi c’è una sottile questione psicologica provocata
    dall’onda lunga dell’Europa League negata
    per questioni burocratiche : «Può sembra
    strano, ma la squadra è rimasta delusa, quasi
    turbata da quella vicenda – dice Ghirardi -, gli
    effetti si vedono ancora adesso. Si è perso l’entusiasmo
    che ci aveva portato al sesto posto».
    Scontata la conferma di Donadoni: « Sono convito
    che il momento-no sarà superato, la sosta
    servirà a compattare il gruppo». Per la ripresa,
    proprio in casa dell’Atalanta, potrebbe esserci
    qualche aggiustamento tattico, come tornare
    al più solido 3-5-2 di un anno fa.

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