Ligue2, partite truccate: arrivano le prime confessioni

     

    L’azionista del Nimes ammette di aver comprato la partita contro il Caen, neopromosso in Ligue1. Ma lo scandalo si allarga. Scarcerato intanto il presidente del Marsiglia.


     

    C’è chi è rimasto in silenzio, chi ha negato in blocco e chi invece ha ammesso tutto. Come il principale indiziato del nuovo scandalo che scuote il calcio francese, travolto da un’inchiesta su partite truccate in Ligue 2 con effetti però anche in Ligue 1. Ha confessato Serge Kasparian, principale azionista del Nimes, squadra di Ligue 2 salvatasi in extremis la scorsa stagione, accusato di aver corrotto e tentato di corrompere dirigenti e giocatori di squadre avversarie. Tra cui il presidente del Caen, neopromossa in Ligue 1 e che lo scorso anno concesse un pareggio contro il Nimes, che sarebbe stato concordato in anticipo.

    DIRITTI TV — Kasparian era già in carcere per un’inchiesta su una casa da gioco parigina, trasformatasi in bisca, da cui sono emerse le intercettazioni che hanno aperto il fronte sul calcio. Sponsor del Nimes, il Karparian durante l’interrogatorio durato due giorni ha ammesso di aver operato per falsare i risultati di partite chiave per la salvezza del suo club, su cui aveva investito per assicurarsi una vetrina mediatica e promuovere così la sua attività parigina, e per continuare anche a incassare i proventi dei diritti televisivi, molto più cospicui in serie cadetta che in terza divisione.

    CASSE DI VINO — L’azionista del Nimes quindi avrebbe convinto il presidente del Caen, Jean François Fortin, ad accontentarsi del pareggio che avrebbe comunque garantito la promozione della squadra normanna. Fortin nega, ma l’arbitro e il delegato federale della partita giocata il 13 maggio, e che ha sancito la salvezza del Nimes, hanno segnalato di aver notato nello spogliatoio del Caen, casse di vino scaricate dal pullman degli ospiti. L’1-1 quindi sarebbe costato 400 bottiglie. In realtà, secondo quanto rivelato dal quotidiano Le Monde, Kasparian avrebbe tentato di corrompere anche altri club promettendo per esempio 50mila euro al Bastia, poi retrocesso, e ai suoi giocatori per far vincere il Nimes. Missione fallita: il match dell’11 aprile finì in parità. E fallì pure l’accordo con il Digione che contrariamente agli accordi iniziali per un pari, vinse 5-1. Il presidente del Nimes, Jean Marc Conrad, ha preferito avvalersi del diritto di non rispondere.

    IN LIBERTÀ — Nel frattempo sui media emergono testimonianze di giocatori e dirigenti di altri club, coperti di anonimato, su altri accordi più o meno evidenti per falsare i risultati di partite di fine stagione, generalmente per evitare retrocessioni. Accordi finalizzati con bustarelle o con promesse di trasferimenti più vantaggiosi e che riguarderebbero tutte le categorie. A Marsiglia, invece, sono stati rilasciati il presidente e il direttore generale del club, nonché gli ex presidenti sospettati di aver avvallato commissioni in nero incassate da personaggi vicini ad ambienti malavitosi, in occasione di transfer milionari di vari giocatori negli ultimi anni, tra cui quelli di Gignac, Nasri e probabilmente Drogba.

    Gazz.sport.