Libero ammazza Napoli. “Città che vive al di fuori della legge”….

    Libero ammazza Napoli.

    Libero ammazza Napoli. “Città che vive al di fuori della legge, anche i non criminali non sarebbero

    tollerati in altre parti d’Italia”

    Pietro Senaldi, vice direttore di Libero, scrive un articolo scioccante sull’episodio che ha coinvolto Davide Bifolco adducendo le colpe a Napoli e a tutti i suoi cittadini

     
    Di : Leonardo ciccarelli

    Cliché, falsità, vergognose parole che con un machete si fanno largo nella giungla dell’informazione.
    Bisogna andare in ordine però: Davide Bifolco, 17enne napoletano, è stato ucciso da un carabiniere perché quest’ultimo, dopo aver intimato al ragazzo di fermarsi per un posto di blocco, è stato completamente ignorato e Davide, che viaggiava con un latitante ed un pregiudicato, senza casco nè assicurazione, su un motorino, è andato via spedito.
    Nulla può giustificare il ragazzo. Nulla può giustificare il carabiniere. Ci saranno delle indagini e delle sentenze che appureranno i fatti.

    C’è però chi una sentenza l’ha data già, questo giudice si chiama Pietro Senaldi, vicedirettore di Libero, uno dei quotidiani più venduti d’Italia.
    Questo collega, (e provo vergogna a definirlo tale), ha deciso che il colpevole di tutto è la città di Napoli dove “è normale andare in tre in motorino, come andava Davide alle 2.30 del mattino, è nelle cose girare senza casco e viaggiare sulla sella di un latitante e a fianco di un pregiudicato. Dove forzare un posto di blocco viene ritenuto prassi se non una prova di coraggio e virilità”.
    Queste parole, che fanno male, denotano una pochezza di conoscenza dell’argomento “Napoli” che già da sola fa rabbrividire ma non si è toccato ancora il fondo, bisogna aspettare qualche riga per il colpo di teatro in cui si descrive una [su_quote]città che vive al di fuori della legge, i cui abitanti, anche quelli che non sono criminali, tengono abitualmente comportamenti che in altre parti d’Italia non sono tollerati”.[/su_quote]
    Analizzandola traiamo due conclusioni: Napoli è piena di criminali e quelli che hanno la fortuna di essersi salvati da questo virus sarebbero comunque da internare. Napoli vive al di fuori della legge, come in Anarchia, il film di James DeMonaco che sta conquistando il Box Office.
    Senaldi continua dicendo che questi comportamenti criminali sono accettati come tratti caratteristici di questa città, gettando fango su chi è morto per una Napoli migliore, combattendo.
    Gettando fango su chi ogni mattina si sveglia e va a lavoro per regalare un futuro migliore ai propri figli, non piegandosi a questo sistema malato di una città che ha tanti difetti, abbandonata a se stessa dal 1861 ad oggi.
    Una città che subisce quotidianamente l’onta di un pregiudizio e che non è in grado di rialzarsi per dimostrare che quel pregiudizio è errato ma che subisce, inevitabilmente, scelte politiche scellerate.

    L’unica cosa a cui Napoli è assuefatta, è il modo di fare informazione sulla città.

    Il dottor Senaldi ha sparato nel mucchio, ferendo un popolo che orgogliosamente combatte per la propria terra e per la verità.
    Le dinamiche dell’episodio di Bifolco saranno appurate da chi di dovere, un assassino ed un assassinato ci sono già però, si chiamano Pietro Senaldi e Città di Napoli.