L’esultanza di Maradona dopo 24 anni: «Grandissimi»

Il tweet del Pibe ha un valore speciale, unico. «Forza Napoli, Supercoppa Italia 2014».

Maradona il trofeo lo vinse contro la Juve, al San Paolo, un 5-1 storico nel 1990.

Ventiquattro anni dopo un altro trionfo e re Diego rende omaggio all’impresa di quella che sarà per sempre la sua squadra del cuore. Dalle prodezze di Maradona a quelle di Higuain, l’argentino che con i suoi gol ha riagganciato due volte la Juve: il Pipita che proprio Diego fece giocare sempre titolare ai Mondiali in Sudafrica. Un altro ex azzurro, rimasto primo tifoso del Napoli è Pepe Reina, il portiere spagnolo, ora al Bayern Monaco ha scritto un tweet in napoletano. «Jamm’ jaaaaa!!!! Siete grandissimi ragazzi!! complimenti!! grandissimo Rafael, bravissimi tutti!!». Il tweet di Michu, lo spagnolo messo ko da un infortunio alla caviglia e che ritornerà in gruppo nel 2015. «Supercampioni».

Grande gioia di Luigi De Laurentiis, il figlio del presidente: «Grande Napoliiiiiiiii! Emozione UNICA!». La grande festa soprattutto negli spogliatoi di Doha, una festa interminabile prima in campo e poi negli spogliatoi. L’orgoglio del trofeo, della Supercoppa da mostrare e delle medaglie immortalate con foto e pubblicate sui vari profili. L’immagine mostrata da Callejon della medaglia vinta a Doha, in tribuna c’era la sua signora. Una foto con medaglia pubblicata su Twitter da Gargano, anche lui uno dei migliori in campo e decisivo anche con i calcio di rigore realizzato con straordinaria freddezza. E poi il tuffo in piscina di Ghoulam e Higuain, reso noto dall’algerino. La squadra è rientrata questa mattina all’alba all’aeroporto di Capodichino, ora lo stop per le festività natalizie e la ripresa della preparazione il nuovo anno con il primo impegno in trasferta a Cesena. Il miglior modo per chiudere il 2014, l’anno della coppa Italia.

Gioie ma anche l’amarezza dell’eliminazione del preliminare di Champions League con l’Athletic Bilbao ad agosto. Una sconfitta bruciante cancellata con questa grande vittoria della Supercoppa, la seconda della storia del Napoli. Un altro trofeo per Marek Hamsik, il capitano sempre più bandiera del Napoli: due coppe Italia e ora la Supercoppa Italia. Lo slovacco ha ancora un contratto lungo e punta a vincere il trofeo più importante, lo scudetto e di battere tanti record: adesso è al quarto posto nel record di presenze azzurre della storia e punta al podio. Una serata magica anche per Marek, tra i più brillanti negli ottanta minuti in cui è rimasto in campo, il primo a mettere paura a Buffon con un palo clamoroso al quarto d’ora. Hamsik è uno del gruppo storico, quello che è cresciuto con la squadra in questi anni di De Laurentiis. Un altro pilastro del Napoli storico è Christian Maggio, anche lui protagonista di tante battaglie sportive con il Napoli e che ha indossato la fascia di Hamsik, al momento dell’uscita dal campo del capitano. La gioia dei vecchi e dei nuovi, di quelli arrivati quest’anno: la gioia incontenibile del francese Koulibaly e dello spagnolo David Lopez, acquistati quest’estate e titolari nella finale di Supercoppa a Doha contro la Juve.

Una vittoria festeggiata da Jorginho, arrivato a gennaio scorso e tutti gli altri arrivati a Napoli con la gestioen di Rafa Benitez, gli spagnoli, il belga Mertens, il brasiliano Rafael. E Buffon, il portiere della Juventus e della nazionale azzurra, rende merito al Napoli.

«Gli azzurri hanno realizzato un’impresa non perché sono riusciti a batterci ma per il modo con il quale ce l’hanno fatta. Sono stati bravissimi a crederci sempre e a non mollare mai anche quando erano sotto con il punteggio». Inutili le tre parate sui calci di rigore, prodezze inutili. «A volte succede, certo dispiace perché avevamo tre match ball a disposizione e non siamo riusciti a sfruttarli. Ci dispiace non aver vinto un altro trofeo, ma adesso ci mettereremo ancora più rabbia alla ripresa della stagione in campionato e Champions League».