Il responsabile della VAR : nessuna rivoluzione la moviola sarà applicata ai casi estremi, rispetteremo il lavoro degli arbitri italiani

La Var o moviola in campo sarà applicata ai casi estremi

 VAR LIMITATA AI CASI ESTREMI

La Var o moviola in campo sarà applicata ai casi estremi. Il designatore fifa e i test moviola: «non snatureremo l’arbitro, sarà come una gol line estesa per evitare sviste gravi»

Di: FRANCESCO CENITI GAZ

Dopo le parole di Marotta sull’applicazione della moviola in campo e  la discrezionalità degli arbitri, oggi a dargli man forte interviene Massimo Busacca, designatore Fifa e responsabile della sperimentazione della var in Italia. Busacca ha le idee molto chiare. Volendo si possono riassumere in uno slogan: aiuti sì, stravolgimenti no.

Busacca, quali dovranno essere i confini della Video assistenza?

«Sarà come avere una goal line estesa in varie parti del campo. Prenderà in esame solo situazioni chiare, lasciando stare quelle dove c’è stata una interpretazione. E ancora: servono tempi ristretti per rivedere l’azione e la successiva segnalazione all’arbitro».

Cambierà la preparazione al match degli arbitri sapendo che hanno un paracadute importante nella tecnologia?

«Sarebbe un errore gravissimo: chi lo commette si autoelimina. Gli arbitri dovranno rimanere concentrati solo sulla partita, senza avere dubbi sulle situazioni o le decisioni prese: dovranno continuare a fischiare con la personalità dei grande arbitri, come se non ci fosse Var».

Come far convivere il grande arbitro con l’aiuto esterno?

«Chi scende in campo deve decidere sempre per primo. Sull’errore grave arriva la Var».

Nel protocollo Ifab si parla d’intervento della tecnologia anche per evitare gol in fuorigioco, ma la regola è piena d’interpretazioni, legata ai centimetri. Che si fa?

«Se ne può discutere e trovare soluzioni utili. Penso alla possibilità di tornare a valutare il fuorigioco su base più ampia. Oppure si realizza uno strumento in grado di certificare l’offside anche di un centimetro. Stanno studiano una roba simile per aver un risultato tipo goal line, dove tutti accettano il responso della macchina».

Altra situazione prevista dall’Ifab è sui falli di mano. L’interpretazione è quasi sempre decisiva per punire o meno il tocco.

«Al momento è così. Ho una mia visione, simile a quello che è accaduto con la negligenza: prima non si puniva se c’era una entrata che portava a colpire in modo non voluto l’avversario. Stessa cosa può avvenire sul mani: se mi butto in scivolata sono consapevole di correre un rischio, se poi fermo il cross col braccio in modo evidente e non naturale, beh pago per la mia negligenza. Specie se ho la mano staccata chiaramente dal corpo. Di questo parleremo nelle prossime settimane con gli altri organismi per cercare di avere una uniformità mondiale».

E segnare un gol con una mano? La scorsa domenica rete tolta al Sassuolo, data all’Arsenal.

«In linea generale segnare con la mano è contrario allo spirito del gioco e quindi si troverà sempre un minimo movimento per giustificare la scelta di non dare gol anche se potrebbe sembrare un tocco involontario. Solo in casi estremi si può pensare di accettare una cosa simile».

Insomma, Var da circoscrivere su pochi interventi mirati?

«Esatto, non deve snaturare il calcio e l’arbitro. E’ un passo in avanti molto importante, ma non può essere un salto nel buio.».

Negli Usa un direttore di gara ha usato il replay su una situazione di rosso diretto evidente.

«Alla Fifa abbiamo un’altra idea…».