la squadra anti camorra rinasce con l’azionarato popolare

    Un azionariato popolare per salvare la Nuova Quarto Calcio, la squadra di calcio della provincia di Napoli strappata alla Camorra e “ripulita” nel 2012, grazie alla decisione della magistratura di affidare il club ad un ente anti-racket, primo caso in Italia.

    La Nuova Quarto, dopo la promozione in Eccellenza, è scesa in di nuovo in Promozione e tra risultato alterni sul campo, raid vandalici alle proprie strutture e pubblico sempre più assente sugli spalti, oggi la squadra rischia di scomparire.

    La storia cominciò a febbraio 2011, quando la Procura antimafia fa scattare il sequestro del Quarto, squadra appartenente ai clan dei Polverino, che in provincia di Napoli smistava oltre 5000 chili di droga al giorno e che aveva deciso di inserirsi nel tessuto pubblico e imprenditoriale del luogo. Il tutto grazie anche la squadra di calcio, utile non solo a mettere il fiato sul collo alla locale amministrazione, ma anche per riscuotere il pizzo costringendo le imprese a sponsorizzare le maglie del club.

    La squadra venne rifondata e gestita da una associazione attiva nell’anti-racket, la Sos Impresa. Antonello Ardituro, sostituto procuratore antimafia, ne divenne il presidente onorario, che all’epoca raccontò come già i primi giorni di vita del nuovo club non fossero stato facili: «Insulti, offese, minacce rivolte alla squadra e alla magistratura che ha ideato questa iniziativa. E poi i danneggiamenti, i furti, gli atti vandalici. Certi ambienti reagiscono male ad ogni messaggio che sottolinea la forza della legalità».

    Ma nonostante le minacce, gli insulti, i fischi da parte di alcune tifoserie avversarie, la squadra è andata avanti. Il 5 maggio 2013, con la vittoria sulla Frattese, è arrivato l’approdo in Eccellenza. Poi, la Festa della Legalità, per celebrare il successo sportivo e non solo. Una festa alla quale aveva partecipato anche l’ex giocatore Damiano Tommasi, poi eletto presidente della Associazione Italiana Calciatori (Aic).

    Le cose, nei mesi, si sono fatte più difficili. La squadra, dopo la salita in Eccellenza, è retrocessa in Promozione. Quindi, in questa stagione, sono cominciati i raid vandalici allo stadio “Castrese Giarusso”. Nell’aprile 2015 sono stati tranciati e rubati i cavi elettrici dell’impianto di illuminazione, degli spogliatoi e degli uffici dell’impianto sportivo.

    “L’esperienza della Nuova Quarto Calcio è un patrimonio che appartiene alla cittadinanza e a tutti coloro che lottano contro la criminalità. La storia della squadra e le vicende che hanno portato all’affidamento ad amministratori voluti dalla Magistratura è un esempio importante per la sensibilizzazione della cittadinanza verso la costruzione di una cultura dell’antimafia. Un esempio unico che ha riscosso interesse anche a livello internazionale. In questi anni, quindi, la squadra affidata all’avvocato Luca Catalano e al dirigente unico Luigi Cuomo, ha rappresentato un punto di riferimento per tutto il movimento antimafia nazionale”, spiega il comunicato di Libera. “

    Ecco che rinasce l’idea dell’azionariato popolare, già battuta da queste parti: “Chiediamo che l’esperienza della Nuova Quarto Calcio non debba concludersi ma, anzi, essa debba continuare con lo stesso entusiasmo e sostegno avuto nei primi anni di attività sociale ed agonistica. Quarto in questa fase storica, dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del precedente Consiglio Comunale, sta vivendo un rinnovamento amministrativo che è oggetto di attenzioni. La squadra quindi non può, proprio adesso, essere messa da parte. Sarebbe auspicabile puntare di nuovo sul progetto di azionariato popolare”.

    Fonte:calcio&finanza