La notizia che non vorremmo: Pino Daniele poteva salvarsi

Assurdo: Bypass ostruito. Pino Daniele poteva salvarsi

Se la morte di PinoDaniele era la notizia che non volevamo ascoltare, accettare, scrivere, quella che la sua fine si poteva evitare è la notizia che non riusciamo a comprendere, che
amplifica un dolore, lo rinnova, cancella il mese passato e le lacrime e le parole-esorcismo usate, ricaccia in gola brandelli di melodie che ci appartengono come la terra in cui siamo
nati, come la carne che abbiamomesso al mondo.

«L’acqua te ‘nfonne e va/ tanto l’aria s’adda cagnà», ma nemmeno il diluvio basta per cambiare l’aria, che ti manca, come la terra sotto i piedi, perché se una morte è sempre drammatica, una morte così lo è di più. Inspiegabile. Morire per un bypass ostruito, dopo trent’anni di lotta contro un cuore pazzo, dopo canzoni e concerti e dischi e figli partoriti sapendo di dover fare i conti con un orologio a tempo: che scherzo Pinotto, che brutto scherzo, che brutta fine e che inizio strano di 2015 a cui ci condanna la vita.

Genio e sregolatezza, paura e coraggio, radici e ali: c’era questo nella tua arte, nella tua vita, c’è stato anche nella tua morte, avventurosa e colorata come quei concerti divisi all’ Olympia o a Varadero, a NewYork o a San Martino Valle Caudina. Due brutte notizie da te non ce le saremmo mai aspettate, ma nemmeno questo può allentare l’«amore senza fine» che una città, anzi una comunità, il pianeta Napoli, ti sta dimostrando.

Nemmeno le speculazioni di piccoli e grandi sciacalli. Nemmeno il pressappochismo di chi non ha compreso  davvero quanto sia stata profonda la tua lezione. Napule è Pino Daniele anche ora, che sa che il Nero a metà se n’è andato quasi per caso, per errore, per un destino che si poteva facilmente rovesciare.

Napule è Pino Daniele, anche se stanotte ci servirà più che mai la voce d”e criature per sapere di non essere soli, di  non fare addove anche noi.

FedericoVacalebre giornalista de il mattino