Catapano sulla gazzetta difende Gastone?

Catapano difende Gastone?

La gazzetta difende Gastone? pensiamo di no ci mancherebbe, ma troviamo stranissimo l’articolo, a firma di Alessandro Catapano, lo stesso che anticipò la sentenza del Pipita Higuain.

Catapano scrive: “restano dubbi sulla ricostruzione dell’agguato ai tifosi del Napoli: su questo punterà la difesa in aula il 18 maggio”, raccontando altri particolari:

Nella requisitoria dei pm, poi, non c’è traccia delle conclusioni fornite dalla perizia della difesa curata dall’ex comandante dei Ris di Parma, Luciano Garofano: c’erano altri napoletani sulla scena prima del gruppo di Ciro; l’assalto al bus era già terminato quando si sono diretti verso Gastone; il sangue rinvenuto fuori dal cancello e quello sul cappello di Ciro dimostrano De Santis che fosse già stato ferito, anche con armi da taglio. La stessa tesi, peraltro, avanzata dalla perizia del Racis dei carabinieri. Il 18 maggio toccherà a Politi, il difensore di De Santis, che ha già raccontato di aver strappato la Beretta a un napoletano e aver fatto fuoco alla cieca, per difendersi dall’aggressione.

PARTICOLARI DIMENTICATI?

Il buon Catapano però ha dimenticato di scrivere che De Santis è abituato agli scontri, i pm ricordano i suoi precedenti in altri processi e le segnalazioni di polizia nei suoi confronti.
Quattordici udienze, dodici testimonianze di protagonisti, quindici video ripresi dai telefonini, le registrazioni radio della polizia, le perizie balistiche, le deposizioni degli abitanti e dei poliziotti per arrivare alla richiesta di ergastolo. I pm romani Eugenio Albamonte e AntoninoDi Maio non hanno avuto dubbi: Daniele De Santis, detto «Gastone», non ha attenuanti.

Il suo, quel 3 maggio del 2014, è stato un omicidio volontario. Ha sparato per uccidere, ad altezza d’uomo, anche se non può aver premeditato di ammazzare proprio Ciro Esposito chenon conosceva. Voleva il morto, colpendo nel mucchio dei tifosi napoletani.

L’accusa, ha rigettato in pieno l’ipotesi della legittima difesa, sulla quale ha insistito «Danielino» anche nel suo interrogatorio «Già è tantoche sono vivo». «Mi hanno assaltato in quaranta». «Le prove acquisite dimostrano- hanno detto i pm- che l’imputato ha esploso i colpi mentre era in piedi e prima di essere ferito. Ciro Esposito ha fatto in tempo a raggiungerlo al massimo per uno schiaffo».

Vine da chiedersi come mai Catapano abbia dimenticato questi particolari fondamentali.