La Gazzetta: Canta Napoli Un dischetto di felicità Juve beffata

Due volte in vantaggio con Tevez, i bianconeri sprecano anche due matchpoint ai rigori. Gli azzurri, tenuti in vita dauno splendido Super Higuain, alla fine fanno festa grazie alle prodezze di Rafael.

Ci sono ancora posti al mondo dove pagano le nostre squadre per vederle da vicino. Questa è una trasferta da tre milioni divisi per due, escluso il dieci per cento che va alla Lega. Nell’estate di due anni fa tra Juve e Napoli finì
a palate di fango sul muso, tra accuse all’arbitro e la mancata partecipazione degli sconfitti alla premiazione. Stavolta invece è uno show. Esportare di nuovo rancori e non bellezze avrebbe potuto anche diventare
un gran favore ai tifosi italiani, più comodi nel vedere il trofeo a Torino e a Napoli, non in collegamento satellitare dal Medio Oriente. Però i presidenti mirano di più ai bilanci e presentare di nuovo uno spettacolo infimo poteva stancare gli emiri. Se chiudono i rubinetti loro si fa dura, vanno conquistati in eterno offrendo il meglio. Così Juventus e Napoli li hanno sedotti con una partita stracolma di palpitazioni come questa, una roba da quattro gol, due pali e diciotto rigori.

Quasi per allungare la notte medio orientale quasi per convincere che qualche volta è bello anche quando va in scena la A, non solo Premier, Liga  Bundesliga. Che ci sono superiori, chiaro, per virtù tecniche e fisiche. Però riescono a tenere appiccicati gli sguardi degli spettatori anche con gli errori che rendono imprevedibile l’esito.

NAPOLI TRIONFA Vinta così, contro un avversario che come valori globali è superiore, anche laSupercoppa non è un trofeuccio consolatorio e facilmente dimenticabile. Per ristrettezze di albo d’oro e distanza nell’attuale campionato, erano gli azzurri ad aver più bisogno del successo. Inoltre un maestro di cerimonia come Rafa Benitez può toccare la stella come trofei, aggiungendo il decimo sul suo curriculum, nella sedicesima finale. Era la sua dote nel camuffare le differenze nelle gare secche a preoccupare di più Allegri, rimasto all’unico pieno, la supercoppa del 2011 con il Milan. Ma più che le stregonerie delle panchine sono stati gli attributi di alcuni protagonisti a rendere diversa la notte di Doha.

Tipo Gonzalo Higuain, doppietta più rigore non gettato. Finisce il 2014 con questi salti, dopo aver visto i tedeschi ballargli in faccia, a luglio a Rio. Tipo Marek Hamsik che ha mostrato agli arabi di cosa era capace un tempo e magari gli servirà per un ingaggio futuro, quando non riuscirà più a correre così. Tipo il portiere Rafael, sempre messo a confronto con Reina, pure l’altro giorno nelle domande a Buffon. Respinge i penalty di Chiellini e Padoin, fa atterrare i suoi a Capodichino con il boccale argentato ben in alto.