La denuncia: Con 500 euro tutti procuratori

     

     

    CANOVI DENUNCIA
    «Con 500 euro tutti procuratori. Blatter ha demolito la figura dell’agente Fifa ma nessuno ha fermato i fondi d’investimento. Non c’è più il legame con l’assistito Il calciatore oggi sceglie chi ha appeal e tanti soldi»

    Fino al 2021 commissioni per i procuratori  per oltre 130 milioni

    Circa 130 milioni di euro in commissioni no al 2021: sono i dati Figc sui contratti depositati al 31 dicembre 2015. Su 957 mandati, 806 sono stati conferiti ad agenti italiani: 471 da parte di società, 375 da calciatori. Commissioni per 51.420.650 euro. A stranieri affidati 151 mandati (133 da club) per un controvalore di 78.614.300 euro. In media, a un
    agente italiano vanno 64.797 contro i 520.625 di uno straniero.

    Sono dati che lasciano perplessi, ne ha parlato al corriere dello sport uno dei più importanti agenti del panorama italiano: l’avvocato Dario Canovi.

    Canovi è considerato un pioniere del mestiere, ha gestito grandi campioni di ogni generazione, da Bruno Conti ad Alessandro Nesta. Lo hanno affiancato i figli Alessandro e Simone: oggi lo Studio Canovi rappresenta tra gli altri Thiago Motta del Psg.

     500 euro è diventi procuratore

    Avvocato perché la Fifa di Blatter s’è scagliata contro gli agenti Fifa?

    «Perché Blatter mirava esattamente a tutto questo: senza regole e senza un esame d’accesso, tutto diventa permesso. Una volta c’era un controllo preventivo su chi faceva il nostro mestiere, oggi basta depositare un mandato e versare 500 euro, dichiarando di essere una persona rispettabile. Un’autocertificazione, praticamente… Così la porta è spalancata a chiunque».

    Lei ha più volte denunciato i rischi di questa deregulation.

    «Prima o poi ci saranno grandi scandali. I soldi che girano nel calcio sono tanti, troppi: siamo arrivati a 120 milioni per un giocatore, una follia. Ai tempi della sentenza Bosman ero sicuro di un abbassamento del costo dei trasferimenti, e mai previsione fu più sbagliata. Come quando pensavo che il passaggio dei club a società con fine di lucro avrebbe portato a un risanamento dei bilanci… Invece oggi in giro, specie nelle categorie inferiori, ci sono personaggi strani che acquistano le società. Zeman aveva ragione anche a parlare di doping amministrativo…».

    Gli agenti italiani cosa stanno facendo per difendere la categoria?

    «La Figc frena le nostre iniziative per reintrodurre l’esame di accesso. E poi c’è troppa divisione nella nostra categoria. Del resto, ormai molti non fanno gli agenti, che seguono un certo numero di giocatori, ma i mediatori: si occupano di quelle tre-quattro operazioni e basta».

    Più mediatori che agenti: sta venendo meno il tradizionale vincolo della procura?

    «Sì, perché il giovane agente che cresce con il calciatore poi è tagliato fuori quando arriva uno dei big. Che ha appeal, rapporti e interessi con i grandi club. O magari ha la forza economica per comprare la procura, fenomeno sempre più diffuso a tutti i livelli. I calciatori scelgono chi ha i legami più forti con i club, soggetti che possono orientarne le scelte: Joorabchian ora lavora con il Suning e l’Inter, ma ai tempi del City era entrato in rotta con Mancini come agente di Tevez. Beh, ho capito subito come sarebbe andata a finire con la panchina nerazzurra…».