La città riscende in piazza come ai tempi di Diego

higuain umiliato

Napoli non è più vedova di sogni.

Al fischio finale dell’arbitro Orsato Napoli si libera tra gioia e lacrime e torna ad emozionarsi per il calcio

Marco Ciriello il Mattino

Dalla sua notte, si alza il canto della vetta, quello indicibile, per anni e anni, che quando
Higuain inchioda Handanovic alla sua lentezza: si libera. Partendo dal nome dell’attaccante argentino, attraversando il San Paolo e spargendosi per le strade della città, avvolgendo il golfo e le periferie. Finalmente è fuga, e non più veglia. È assolutezza della cima e non più attesa.

Il Napoli è in alla testa della classifica, che questa volta ciarriva con una supremazia di gioco che non trova rivali.

Quando Orsato fischia la fine, Napoli si libera in canto di gioia e lacrime, rivivendo i fasti di ur
passato che pare più lontano del Regno delle due Sicilie. È di nuovo primo.

Higuain guida la classifica dei cannonieri, abbracciando lo stadio, e la città riscende in piazza, si fa torrente, uscendo dal dramma barocco che sempre la stringe.

Torna a ridere ed emozionarsi, ancora una volta per merito della squadra di calcio, che esce dall’ ombra anche grazie al passaggio di Rafa Benitez  e stasera tocca ricordarlo che ha regalato una nuova mentalità.

Adesso comincia la grande vera stagione, quella che chiede di compiere l’impresa, che bussa alle porte di Sarri e gli domanda lo scudetto.