L.Marchetti: I dieci colpi dell’estate, nessun NAPOLETANO

 

 

Ecco la cassifica stilata da Luca Marchetti per tmw, in cui spiega i migliori colpi del mercato 2014, nessun giocatore del Napoli presente

 

ITURBE.
Per settimane intere abbiamo parlato di lui. In tv, sui giornali e sui siti. Il Verona ci ha creduto e poi ci ha costruito sopra tutta la sua strategia di mercato. Rischiando, osando, conducendo le danze in un balletto sempre molto delicato. Ci ha provato il Milan, la Juve pensava di averlo in pugno, l’Atletico Madrid (che poi ha preso Cerci) lo ha sempre tenuto in grande considerazione. Alla fine l’ha spuntata la Roma che i suoi duelli di mercato, quest’estate li ha vinti (vedi anche Astori). La tempistica allora fece pensare che i giallorossi avessero approfittato della vicenda Conte: in realtà la Roma avrebbe comunque chiuso per l’argentino. Lo scalo a Roma (prima assolutamente casuale) si è dimostrato strategico. Così come la capacità di lavorare più low profile possibile e saper agire di sponda…

CONTE (E VIDAL)
L’altro affare dell’estate è stato Conte. Sinceramente in casa Juve non so se si è parlato più dell’addio dell’allenatore dei tre scudetti consecutivi o del possibile saluto di Vidal. In realtà qualcuno aveva pensato che le due vicende fosso collegate: va via l’uno perché hanno venduto l’altro. I fatti hanno dimostrato il contrario. Ma soprattutto le interviste e le dichiarazioni dei protagonisti hanno sottolineato come la separazione abbia motivi ben più profondi che il mercato o un singolo giocatore. Aver tenuto Vidal per la Juventus equivale a dire che si è comprato un grande giocatore: non è da sottovalutare. Visto che è stato un mercato povero di giocatori in arrivo, aver saputo trattenere i campioni è un vantaggio importante (la stessa cosa vale per Fiorentina/Cuadrado, Roma/Strootman, Inte/Icardi o Kovacic), anche psicologico.

SAVIOLA E MARQUEZ
Con i soldi di Iturbe il Verona ha mosso il mercato. E ha portato due campioni in Italia. Che sia stato il Verona deve far riflettere. Di sicuro non sono nel fiore degli anni né nella fase ascendente della carriera ma Saviola e Marquez hanno giocato entrambi nel Barcellona. Li giudicheremo sul campo, a me intanto è piaciuto il coraggio del trio Setti/Sogliano/Gardini. Che naturalmente non hanno comprato solo i due… A proposito di difensori: i grandi campioni sono arrivati lì: Evra, Cole e Vidic. Oltre a Marquez. L’importante è non prenderle?

BABACAR E BERNARDESCHI
Difensori esperti contro attaccanti giovani e frizzanti. Questa la tendenza. E la Fiorentina non si è voluta lasciare impreparata. Spesso diciamo che bisogna lasciare lo spazio ai giovani, che i giovani devono andare in serie B per fare esperienza. Poi lo spazio non c’è e anche quando in B fai bene in B devi tornare. La coppia B&B è tutta da scoprire. Montella si è innamorato di loro e li ha voluti tenere, senza comprare nessuno neanche con G Rossi ancora non al top. Bravo.

ZAZA E BERARDI
E bravo anche al Sassuolo. Zaza è in Nazionale. Lo hanno preso dalla juve. Pagandolo è vero ma non avendo la mentalità da provinciale. Quella di bernardeschi e Zaza è stata una delle trattative più complicate delle comproprietà. Quattro giorni di colloqui… Tutto questo perché il Sassuolo non mollava e la Juve sapeva quanto fossero importanti i due talenti italiani (Zaza peraltro proprio Paratici lo aveva “scoperto” ai tempi della Samp). Alla fine Domenico ancora in comproprietà (con il riscatto già fissato a 15) e Simone tutto del Sassuolo: ma se la Juve volesse riprenderlo può farlo con 15 milioni a giugno 2015 o 18 a giugno 2016. Perché cederli si, ma perderlo del tutto no… Un po’ come ha voluto fare il Real con il proprio talentino Morata…

DODO
E proprio perché le comproprietà non esistono più (e i soldi continuano a scarseggiare) ecco le nuove proposte economiche: o deritto de recompra, o riscatto e controriscatto, oppure il prestito biennale con diritto di riscatto. Ausilio è andato oltre: diritto che si trasforma in obbligo alla prima presenza di Dodò, che quindi da domenica è già un giocatore nerazzurro. Costo totale 10 milioni di euro, ma da pagare in 5 anni anziché in 3. Ecco come abbassare i costi nella stagione. Ecco come fare un mercato intelligente ma allo stesso tempo low cost (e Dodo in casa nerazzurra non è l’unico)

TORRES
Al Milan una volta venduto Balotelli hanno cominciato il casting. A Galliani piace. I tre giorni del condor, li chiama lui. Io sono convinto che nella sua testa i tre giorni del condor inizino molto prima (anche se poi concretamente inizia davvero a stringere sempre verso la fine). Stavolta Galliani però incassa i soldi di Balo e reinveste soltanto il suo stipendio. Porta a casa uno che fino a qualche tempo fa era un giocatore straordinario. Va ricostruito, rinfrancato. Ma ormai il mercato italiano non è più per i palloni d’oro o per le star. Bisogna saper trovare le occasioni giuste. Le migliori disponibili.

LESTIENNE
Lo sarebbe stato anche Lestienne, a mio avviso. Se ne era parlato molto al Milan, ma i rossoneri avrebbero chiuso soltanto nelle ultime ore del mercato. E Maxime (con il suo entourage) si è lasciato allora sedurre dal Genoa. Anche qui una condizione molto particolare di vendita. Il ragazzo è stato acquistato da un fondo qatariota che (appoggiandolo tecnicamente a una squadra del Qatar) lo ha poi prestato gratuitamente al Genoa facendogli pagare soltanto l’ingaggio. Nuova frontiera e ottima vetrina. A giugno vi diremo chi ha fatto l’affare, visto che il riscatto del ragazzo è fissato a 20milioni.

BERGESSIO
È la risposta mediatica al Nino Torres. Il colpo cinematografico del nuovo arrivato Ferrero. All’aeroporto di Genova non hanno mai visto così tante persone e così tanta confusione. Ferrero è andato personalmente a chiamare i tifosi dicendogli di organizzare il comitato d’accoglienza. Magari non è stato il colpo più bello del mercato, ma di sicuro quello più “rumoroso”

PAROLO
Degli azzurri mondiali che si sono trasferiti durante questo mercato è stato l’unico che è stato acquistato da un club italiano. Immobile al Borussia Dortmund, Cerci all’Atletico Madrid, Balotelli al Liverpool. Ancora italiani (bravissimi) all’estero… Bisogna dare merito alla Lazio di aver creduto in lui ancor prima del Mondiale e di non aver avuto fretta di chiudere la trattativa.