Juventus-Inter 1-1: Icardi punisce ancora i bianconeri!

    Termina in parità il derby d’Italia fra Juventus e Inter: Tevez illude la Vecchia Signora aprendo le marcature, ma nella ripresa Icardi firma il pareggio. Espulso Kovacic.


    Fantasmi di Doha sulla Juventus, ombre della Roma sul campionato: la Vecchia Signora non vince contro l’Inter una gara presto condotta grazie al solito Tevez. Ancora una volta, in un modo o nell’altro, c’è Mancini sulla strada dei bianconeri: termina 1-1 contro i nerazzurri che sbandano ma poi meritano anche il punto. Non è chiaro quanto ci possa essere di atletico e quanto di psicologico nel secondo tempo della capolista: sta di fatto che la Roma adesso è a meno uno, al netto di tutte le polemiche per ciò che è accaduto a Udine. Inizia quindi un nuovo campionato, forse punto a punto, che passerà subito da Napoli e dal rovente derby romano.

    VIDAL TREQUARTISTA – Allegri e Mancini non servono sorprese dell’ultimo minuto, se non i nerazzurri che già in mattinata avevano perso Palacio per febbre, e propongono il loro pensiero di calcio fatto di difesa a quattro e almeno tre giocatori offensivi in campo. La Juventus consegna ancora ad Arturo Vidal (che incrocerà quindi l’amico e connazionale Medel) il ruolo di rifinitore dinamico alle spalle di Tevez e Llorente, con Pirlo mediano di costruzione e Marchisio sul centrodestra. In difesa ancora Evra a sinistra, che quindi ha stabilmente superato Padoin nelle gerarchie, con Lichsteiner suo omologo a destra.

    Inter invece con il doppio uomo a supporto del terminale Icardi: tocca a Kovacic ed Hernanes il compito di rifinire o concludere dalla media distanza, coperti da Kuzmanovic che mette ancora a sedere M’Vila. In difesa c’è D’Ambrosio a sinistra, chiamato a tamponare su Lichtsteiner. A disposizione di Mancini sia il neoarrivato Podolski che l’ex Osvaldo.

    RAZZO BIANCONERO – Una volta tanto salta per aria la tipica fase di studio. La capolista rompe subito gli indugi e lo Stadium vibra al secondo minuto per un sinistro di Marchisio (con la Juve che sfonda a destra) che lambisce il palo alla sinistra di Handanovic. L’alleggerimento nerazzurro passa per i piedi di Guarin che ci prova dalla distanza. Ancora un minuto e mezzo (siamo al quinto) ed un’altra infilata dalle parti di Juan Jesus consente alla Juventus di passare in vantaggio: Vidal inventa una grande giocata in corsa e consegna all’argentino, che deposita da pochi passi. A questo punto l’Inter prova ad abbassare il ritmo che la mette a rischio crollo soprattutto nei meccanismi difensivi (a centrocampo nessuna marcatura a uomo e la Juve la fa da padrona per un tempo) ed in parte ci riesce. Fino a quando Pogba confeziona la magia che lo mette davanti al portiere: poco lucido il francese nel tentativo di far passare la sfera sotto ad Handanovic, che però ancora una volta si dimostra fondamentale per i suoi.

    IL SOLITO ICARDI – La sorpresa è anche nel vedere una gara aperta con veloci ribaltamenti di fronte, anche poco fallosa almeno per un’ora. Giusto due situazioni al limite in area di rigore nerazzurra, che Banti valuta se non altro in modo rapido. La Juventus non protesta, si gioca a calcio anche se con parecchi errori in fase di appoggio. Da uno di questi i bianconeri concedono a Icardi il primo pallone calciabile e capitolano. 1-1. Errore in uscita di Pogba con Bonucci che non legge il taglio veloce in verticale dell’ex doriano, all’ennesimo appuntamento con il goal contro la Vecchia Signora, preciso il suo diagonale che prende sul tempo Buffon in uscita ormai disperata.

    CAMPO APERTO – La Juve non ci sta ma rischia. Il paradosso che mai si sono visti così tanti spazi allo Juventus Stadium, poco sfruttati da Tevez e dagli inserimenti dei centrocampisti. Llorente ha altre caratteristiche, non sfigura, ma sembra mancate cattiveria a questa Juventus. E così paga dazio.

    CRESCENDO NERAZZURRO – L’Inter chiude con piglio, non proprio controllando il campo ma certamente con due occasionissime per ottenere il colpaccio in rimonta. Ancora Icardi protagonista: prima mette a lato di poco una grande ripartenza da sinistra (viziata forse da un fallo su Bonucci) dell’Inter, poi scarica di destro dove solo Buffon può arrivare. Infine riesce a litigare con il neoentrato compagno Osvaldo per un clamoroso peccato di egoismo. La capolista reagisce con il solo Tevez, da cui ad oggi sembrano dipendere molto le sorti, anche nell’assalto del recupero, con Evra che gioca stabilmente nell’area avversaria. Handanovic però non rischia. Nel secondo tempo di lui ci si ricorda solo per un bellissimo e difficile intervento su punizione potente e velenosa di Andrea Pirlo.

     

    Fonte:goal.com