Jorginho gioca con i piccoli tifosi e non dimentica le sue origini…

     

    Jorginho scugnizzo italo-brasiliano: il centrocampista non dimentica le sue origini e fa felice la ”cantera di strada”


     

    E’ lui o non è lui? Poi pian piano sono comparsi larghi sorrisi e s’è sciolto il sangue. Stavolta – riporta il Corriere dello Sport – non quello di San Gennaro. Ma quello “dint ‘e vene” di una ventina di piccoli calciatori che s’erano ritrovati sotto il Duomo di Napoli, per la consueta partitella improvvisata. La “cantera” della strada, quella a cui poi restano legati per sempre i sudamericani. Anche quando diventano famosi. Le origini non si dimenticano mai: le strade, le spiagge, i cortili, hanno rappresentato per loro le prime scuole di formazione. Anche per uno come Jorginho, ora sempre più “amico Jo”, per uno scugnizzo italobrasiliano che, pur muovendo i primi passi (calcistici) nella lontana Imbituba (un po’ di magia anche nel nome), è arrivato in Italia che era ancora un ragazzino. Dopo che la mamma, a sua volta calciatrice, dovette smettere, poiché una nuova gravidanza non le permetteva di continuare. E dunque, il sangue non mente. Dove c’è una palla che rotola, di cuoio, pezza o carta che sia, anche al cospetto dei santi, c’è sempre un cuore che s’infiamma, e che non si placa se non tocca l’oggetto del desiderio.