Jacobelli: “Conte parafulmine di Tavecchio che deve scrivere una sola lettera, quella di dimissioni”

    [su_quote cite=”Maurizio Crozza nel programma “Crozza nel Paese delle meraviglie”” url=”Maurizio Crozza nel programma ‘Crozza nel Paese delle meraviglie'”]’Rispetto la sentenza, anche se io non ho detto niente di razzista ho solo detto che questi Optì Pobà mangiano le banane. Ma le banane le mangio anche io sono buone, magari non le vado a raccogliere sull’albero come loro perché a noi ci arrivano coi camion’. [/su_quote]

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    Tre vittorie su tre, una in amichevole e due nelle prime eliminatorie europee; la nuova Nazionale capace di soffrire anche quando, com’è accaduto a Palermo contro l’Azerbaigian, snobba gli avversari, ma, contrariamente al passato, anche se prende ancora gol su calcio piazzato riesce a svegliarsi in tempo e a vincere; i tifosi che si riavvicinano agli azzurri dopo il disastro brasiliano, come testimonia il travolgente entusiasmo del pubblico siciliano.

    Dopo il 2-1 del Barbera, Antonio Conte è più che mai il parafulmine di Carlo Tavecchio, presidente dimezzato della Figc, squalificato sei mesi per razzismo e bandito dalle commissioni Uefa nonchè dalle elezioni Uefa del marzo 2015.

    Incurante di quanto è accaduto, anzichè andare a seppellirsi sotto un campo sintetico, l’ex presidente dei Dilettanti approfitta di Italia-Azerbaigian e sentenzia: “Io non mi permetto di giudicare le valutazioni personali del presidente del Coni, dico solo che l’Uefa ci ha assegnato un quarto di finale di Euro 2020 e la finale di Champions del 2015 a Milano, quindi non mi pare che abbiamo avuto un danno di immagine”.

    Tavecchio pensa che siamo tutti scemi. A parte il fatto che l’Uefa ha assegnato all’Italia un quarto di finale dell’Euro 2020 (avessi detto) e la finale Champions 2015 a Milano prima che la Disciplinare di Nyon stangasse il presidente della Figc. A parte il, fatto che nei 116 anni di storia della Figc, mai prima di Tavecchio un presidente era stato squaliicato per frasi razziste.  A parte il fatto che Tavecchio non legge né i siti né i giornali stranieri i quali, dopo la sentenza Uefa, hanno duramente criticato il calcio italiano.

    A parte tutto questo, se Tavecchio crede di salvarsi la faccia scrivendo lettere a Blatter per dichiararsi favorevole alla moviola in campo o confida nel silenzio assordante di chi l’ha votato, sbaglia i conti. L’unica lettera che Tavecchio dovrebbe scrivere è quella di dimissioni. 

    Xavier Jacobelli
    Direttore Editoriale cm.com