Italo Cucci attacca: Stavolta mister Benitez ha sbagliato formazione

    Mentre il Festival di Sanremo rallegrava l’Italia, il Festival di Palermo annientava i napoletani.

    Lo scrive Italo Cucci

    Ci piace il calcio? Vogliamo essere sportivi oltre il limite. della passione? E allora diciamo la verità: il Palermo ha dato al Napoli una splendida lezione di calcio per poi matarlo crudelmente in contropiede. Iachini ha rubato l’idea a Benitez ma ci ha aggiunto del suo, scatenando il Magico Trio Dybala, Vazquez, Rigoni oltre il necessario, quando già Lazaar aveva scardinato la porta indifesa di Rafael, insistendo nella manovra offensiva con una lucidità ammaliante fino al tre a zero mortificante per gli azzurri, esaltante per gli spettatori, appena ritoccato da Gabbiadini con un altro bellissimo gol.

    Rosanero degni di ammirazione anche con un Napoli sparring partner: hanno giocato una partita da Champions che resterà negli annali palermitani quando quei due fenomeni, Vazquez e Dybala, saranno già approdati in altri lidi, secondo abitudine di Zamparini. De Laurentiis, perché non prova a strappargli il Gran Paulo come fece con il Divo Cavani? Era la partita-chiave per tentare di restare in corsa per il secondo posto pensando a Roma e Juve impegnate con Parma e Cesena, dolce vita: era una partita da giocare come se fosse una finale di Coppa, di quelle che Benitez spesso azzecca; e invece l’ha buttata via. Come tanti di voi – immagino – dopo pochi minuti di gioco mi son chiesto dove fosse Gabbiadini. In panca – mi suggerivano – per il turnover.

    Macchè turnover: formazione sbagliata, e basta. E vi dico dove: in Hamsik. Ho sentito tesserne gli elogi, e infatti ha spesso giocato senza che riuscissero a contenerlo: anche perché alla prova dei fatti si marcava da solo. Direte: meglio rinunciare a De Guzman, ma da lui non dovevate aspettarvi miracoli, solo un lavoro da gregario,e l’ha fatto finché ha potuto. Benedetto Benitez, ti hanno regalato un Gabbiadini superbo, perché panchinarlo? Cos’avevi in testa? La solita mossa della ripresa, come quando c’è Mertens? L’hai visto Gabbiadini, hai visto quel gol di tacco da campione che non è sopraffatto dai tre gol, dalla paura e ha invece piedi magici e cuor di leone?

    No: una lezione così pesante, capace di spegnere il fuoco sacro acceso in dieci partite, non ci stava, se non per far dire ai perdenti nati che questo Napoli è tanto se potrà battersi per il terzo posto; se non per riaccendere le sciocche polemiche sul turnover o per far dire – come ho sentito dai soloni televisivi – che è solo un incidente di percorso.

    A Palermo ho visto mandorli in fiore ma Iachini non ha ancora smontato l’albero di Natale, perseguendo un suo disegno tattico elegante e efficace dove a un attacco da nazionale (argentina? italiana?) corrispondono un centrocampo filtrante e aggressivo e una difesa insuperabile. Buonanotte, Benitez.

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