Insigne, Reina e l’autogestione

LORENZO INSIGNE E PEPE REINA

Di: Francesco Pollasto

la questione è semplice: Lorenzo pensa  di dover giocare sempre ed in qualsiasi squadra non è un cannibale, è un epicureo, vuole giocare, è irresponbabilmente sfacciato un aspetto che giova per molti versi e altri meno non subìsce pressioni ma allo stesso tempo è irriguardoso di tutto è un Cristiano Ronaldo con la metà del talento non si discute, inutile fargli chiedere scusa, lui oggi pensa che il Napoli è lui + 10 e non gli fai cambiare idea il resto ce lo mette Sarri che col suo atteggiamento riduce il turnover alla stregua di: “buoni e cattivi” una personale gestione della rosa, ma anche più affidabile nell’immediato diciamo che è l’uovo oggi.

Ricordate quando si osannò l’autogestone? questa è l’altra faccia ingombrante della medaglia quando i giocatori si sentono responsabili e padroni del proprio destino vanno anche a briglia sciolta mettersi nelle mani del calciatori ha frutti immediati ma alla lunga ne sei ostaggio e onestamente la pantomima di Reina a fine partita, che prende Mertens in maniera plateale  ad ostentare la sua leadership populisticamente, non mi piace, io amo i leader silenziosi che parlano dentro Reina mi sembra prigioniero compiacente di un ruolo per me è un grande portiere e questo basta.

Noi siamo tifosi affettuosi e anche morbosi ma non venirci ad accarezzare come una tribù siamo napoletani, non un popolo da abbindolare essere napoletano è anche orgoglio reale per la mia terra. Non è fare il coro per un’ora ma è tutelare il nostro sentimento e la nostra cultura il peluche lo vai a sventolare altrove .