Insigne: Napoli, possiamo vincere tutto

     

    Lorenzo Insigne parla dell’infortunio: “E’ capitato nel momento migliore, ho recuperato in fretta e sono pronto”.

    Lorenzo Insigne morde il freno. La stagione volge al termine e il recupero ‘lampo’ dalla rottura del crociato gli consentirà di dire la sua per provare a guidare il Napoli verso ambiti traguardi, che il talento di Frattamaggiore non si preclude.

    Dalle colonne del ‘Corriere dello Sport’ l’attaccante lancia in grande stile gli azzurri: “Tra Europa League, secondo posto e Coppa Italia potrei non scegliere e non scelgo, prendo tutto perché ne abbiamo la facoltà. Però se poi proprio mi costringe, allora potrebbero bastarmi la vittoria dell’Europa League, con annessa qualificazione in Champions, e quella della Coppa Italia. Alzare un trofeo è gioia allo stato puro”.

    La corsa alla competizione continentale più importante, secondo Insigne, è ancora tutta da decidere: “Ci sono i margini per recuperare: siamo consapevoli che la situazione si è improvvisamente complicata, non l’avrebbe detto nessuno tre settimane fa, però abbiamo sciupato e siamo stati puniti, eccessivamente. Gli epidosi a volte incidono in maniera netta: avessimo vinto con l’Atalanta, saremmo a ridosso di Roma e Lazio. Ci rimboccheremo le maniche”.

    “Siamo tutte nel gruppo – prosegue – bastano due disattenzioni e sei risucchiato o staccato. La sensazione è di assoluto equilibrio e però penso che i tre appuntamenti possano spostare di molto: Lazio e Sampdoria hanno la possibilità di tirare il fiato, di allenarsi in maniera più distesa, però noi, la Fiorentina e la Roma saremo andrenalinici”.

    In molti pensano che i dubbi sul futuro di Benitez influiscano negativamente sulla squadra: “I risultati non sono mai stati penalizzati da quella che per qualcuno rappresenta un’incertezza. A Pescara andammo in serie A e Zeman aveva firmato per una sola stagione: nessuno ne ha parlato. A Napoli, con Mazzarri in scadenza, siamo arrivati in Champions: il calcio non cambia mai, talvolta resta legato a leggende metropolitane dalle quali non si stacca”.

    La rottura del crociato è alle spalle e Insigne è tornato a pieno regime: “Sono stati mesi duri, di sofferenza, di attesa, anche di dolore e non solo fisico: ma fa parte del copione. Devo molti grazie: al professor Mariani, allo staff medico del Napoli, anche a me stesso, a chi mi è stato vicino, il club, l’allenatore, i compagni, la famiglia. Ma quando andavo a fare la terapia ed ero solo con me stesso, mi chiedevo sempre: quanto tempo? Ho fatto in fretta, ci ho messo quello che avevo e ancora ho da dare e da fare: però mi sento bene e sono pronto”.

    Il ‘crac’ è arrivato quando il numero 24 stava convincendo tutti: “Nel momento migliore. Lo dicevano tutti, lo pensavo anche io: riuscivo a fare con naturalezza quello che volevo e anche quello che mi chiedeva Benitez; correvo e coprivo, attaccavo e tagliavo, avevamo battuto la Roma giocando una partita meravigliosa e l’inizio a Firenze era in tendenza. Poi il destino ha voluto così, perché mi sono fatto male praticamente da solo, saltando l’uomo per evitare il contatto”.

    La punta, infine, si congeda con un ‘grido di battaglia’: “Siamo un gruppo e si è visto nelle difficoltà vissute: Bilbao aveva lasciato il segno ma ne venimmo fuori; a dicembre c’è stata una crisetta, ma siamo andati a vincere la Supercoppa a Doha. E, nel nostro piccolo, non siamo sazi: vogliamo essere protagonisti, sempre, e voglio esserlo io con il mio Napoli per sempre”.